A Chat With: QUADRATO X

Hai presente la Vaporwave? Probabilmente sì, ne hanno parlato e ne stanno parlando un pò tutti ormai da quasi un lustro. Bada bene però: ok i capitelli corinzi, le teste di Michelangelo ed i loghi di Microsoft Windows, vada anche per Machintosh Plus, Blank Banshee e Vektroid…ma al netto dei grandi nomi e del contesto “meme” entro il quale il movimento più a e s t h e t i c del web si sta muovendo ormai da diverso tempo, quanto conosci del contesto nostrano del coloratissimo mondo Vaporwave?

Provo a rispondere io, probabilmente poco. Non ti devi sentire mica in colpa eh: “un pò colpa mia, un pò colpa tua” dice quel cantautore di Rozzano per il quale le donne di tutto lo stivale vanno in visibilio. È però abbastanza acclarato tanto quanto chiaro il fatto che però la “scena” vaporwave nostrana non sia riuscita in tempi recenti ad emergere e che solo recentissimamente abbia cominciato, complici altri portali oltre al nostro -e qualche penna più curiosa che illuminata (e qui ci metto dentro anche io)- ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori, dai giornalisti ai booking passando per gli organizzatori d’eventi, che cavalcando l’onda lunga della “apparizione” nel nostro paese di Blank Banshee (avvenuta lo scorso Settembre, complice il tour del nuovo album “MEGA”) hanno cominciato a dare vita a vere proprie party series a tema un pò dovunque lungo il Belpaese.

Detto questo, per parlare dello stato di salute del movimento Vaporwave made in Italy ho pensato fosse chiedere lumi a Quadrato X. Chi è? Fatti una ricerca su Google, scoprirai un mondo bellissimo: con un percorso discografico alle spalle che definire prolifico è dire poco e recentemente approdato alla corte di quella bella realtà che è Business Casual (tra le mie etichette preferite in assoluto nell’ultimo biennio) con un album, “1995”, dalla storia affascinante oltre che dall’amplissima tavolozza estetica a livello di riferimenti sonori (provare per credere, schiaccia play nel lettore in testata!), con la scusa praticamente servita sul piatto d’argento ho colto l’occasione di fare due chiacchiere più approfondite con il producer italiano, tra i più conosciuti all’estero e co-founder di “Vaporwave Nights”, tra le più longeve party series nostrane legate a doppio filo con la scena di Machintosh Plus e company.

“1995” è una piccola gemma di poliedricità, credetemi: mettetevelo in sottofondo e dare una letta a quello che stiamo per raccontarvi qui sotto. #Enjoythebar

Quadrato-x-Interview

 

Ciao X e benvenuto su Tsinoshi Bar! Cominciamo la nostra chiacchierata dalla fine, ovvero da “1995”. Il tuo nuovo album è uscito pochi giorni fa su Business Casual, tra le etichette più attive e che meglio ha saputo lavorare negli ultimi anni un determinato tipo di sonorità. Immagino sia un traguardo per te questa release!

Assolutamente si! È un traguardo enorme per me questa release con Business Casual. Tengo molto a questo album e ho voluto rilasciarlo con una delle migliori etichette della scena vaporwave internazionale.

 

Sono d’accordo con te sulla valutazione di BC, davvero un’etichetta ottima sotto molteplici punti di vista, non solo a livello di qualità sonora. A tal proposito, raccontaci com’è nata la sinergia tra di voi e qual’è stata la genesi di questo “1995”. So che è stato un lavoro lungo a livello produttivo, è così?

Beh, per BC sapevo che dovevo proporgli un album finito e completo in ogni particolare. Confesso che ero un parecchio preoccupato: se non gli fosse piaciuto, quest’album avrebbe di fatto rischiato di avrei rischiato di non vedere la luce.

L’ispirazione per il concept dietro “1995” è arrivata all’improvviso una sera: ero fuori a mangiare in un ristorante giapponese, ho notato ad un tavolo poco lontano dal mio un anziano d’origini asiatiche che stava mangiando da solo, in un angolo. Gli mancava un braccio, aveva una protesi meccanica all’avanguardia, quasi futuristica. La mia discografia è una storia criptata che parte dal primo album in poi: il capitolo riferito a “1995” parla di un Robot, il cui nome è Mega Disko-One, che racconta al protagonista la sua storia prima che muoia, abbandonato da tutti, su un marciapiede di una megalopoli.

 

Mi stupisce sempre come uno stesso input possa generare prodotti, visioni ed alla fine storie differenti…ed il titolo di quest’album, “1995”, a cosa è collegato? A questo punto sono curioso!

È l’anno in cui è ambientato l’album, un 1995 anacronistico e distopico, a metà tra il futuro e il passato…

 

“Tra futuro e passato”, uno slogan che tralaltro racconta bene anche il fenomeno Vaporwave a mio modo di vedere. Anche se in questo “1995” i riferimenti sono davvero molti….

La vaporwave alla fine è questo secondo il mio punto di vista, è il futuro dal punto di vista del passato, è l’immaginario che TV, film, mass media in generis utilizzavano per mostrarci come secondo loro il Futuro sarebbe stato. Alla fine però tutte queste promesse di un futuro migliore e pieno di speranze non sono state rispettate: il Futuro, diventato nel frattempo oggi, è orrendo. Ed è per questo che esiste la Vaporwave, per ricreare oggi tramite sonorità, visual art e quant’altro un’immagine del “futuro nel passato” dove le speranze ci sono ancora. E l’unico posto dove era possibile farlo, ovviamente, era internet e la rete.

 

Mi è parso di capire quindi che per te “Vaporwave” non è solo slow-mo beats dal gusto 80’s, capitelli corinzi e sfondi kawaii, ma qualcosa di più grande e quindi “liquido” dal punto di vista concettuale…è per questo che in “1995” i riferimenti stilisco-musicali sono così variegati? O è solo questione di voler magari sfoggiare un background più ampio rispetto al clichè “vapor”?

È entrambi: “1995” è diventato così sia per dare una ventata di aria fresca alla vapor -che anche se recente come movimento musicale, per me è già stantio come genere- sia per dare al consueto aspetto “retro-futuristico” una chiave di lettura diversa rispetto al solito, nella quale emergono generi tipo lo Shoegaze, il Noise, il Synth-Pop, la Musica Classica -giusto per citarne alcuni- altrimenti poco affini con la classica Vaporwave.

 

Hai toccato un punto interessante secondo me, quello della “vaporwave” visto come genere già sedimentato da chi da queste parti magari lo vive o lo produce da anni, ma che sostanzialmente risulta essere una novità per la maggior parte degli appassionati oggi di Elettronica (basti vedere il recente passaggio nel nostro paese di Blank Banshee, inpensabile qualche tempo fa). Come spieghi questa cosa?

Semplice: c’è una marea di album pubblicati quasi ogni giorno, sia da artisti più conosciuti che meno conosciuti. Questo ha fatto si che in poco tempo il genere in sè diventasse obsoleto per chi come me lo ha vissuto dal “Big Bang”. Per alcuni la Vaporwave è già considerato un genere morto, per me è ancora vivo e vegeto – nonostante nel frattempo sia stato trasformato in un meme a tratti senza senso.

 

Questo magari a livello di web o internazionale, ma a livello nazionale credo sia questo il momento “della scoperta” del genere, anche grazie a parties e ad altri produttori come te che stanno arrivanndo alle orecchie di più gente rispetto a qualche tempo fa. Ma esiste una comunità vaporwave italiana secondo te? Una comunità ed una scena musicale vaporwave italiana, specifico meglio…

Certo che esiste, potrei farne un elenco infinito! Esiste Vaporwave Nights, collettivo di musicisti Vaporwave nazionali ci cui sono il co-fondatore: dal 2015 portiamo la musica vaporwave in tutta Italia tramite show e serate, insieme a me ci sono Electric Dreams, Android Apartment, Alpha Centauri, Starloma e tanti altri. Al netto di questo, di nomi se ne possono fare tanti: il fermento, ti devo dare ragione, c’è eccome…

 

Ritornando a parlare di “1995”, qual’è il tuo setup in studio? E live? Come ti approcci tecnicamente? Credo che questa domanda abbia un significato maggiore se rivolta ad artisti “vaporwave”, in italia ancora avvolti in un alone da “eremita” per i media nazionali….

Per comporre “1995” ho usato FL Studio 11 – tutti i miei album nascono e si sviluppano su quella DAW. Inoltre ho utilizzato un AKAI MPK Mini MKII e un DreamMachine 64, un synth autocostruito all’interno di un Commodore 64 rotto usando vari pezzi di pedali, facendo ciruit bending e usando una Touch Board per creare una specie di drum machine all’interno dello stesso Commodore 64. Per i live invece uso un Macintosh SE modificato con all’interno un iPad, sempre il DreamMachine 64, un Kaoss Pad 3 e un Roland SP-404 SX. Confesso che il set up dei miei sogni sarebbe un Roland SE-02 collegato tramite midi ad un MidiSprout e in uscita un meraviglioso Cooper FX Generation Loss.

 

Un setup tra passato e futuro, sicuramente!! Tornando a “1995”, ho notato che ci sono diversi featuring: puoi dirci qualcosa di più a riguardo, sui protagonisti e su come sono nate queste collaborazioni?

Ci sono veramente tante collaborazioni all’interno di “1995”, come quello di Pecetta, che ha cantato nella quarta traccia dell’album (registrato tutto grazie a Boom.bo). Poi Svccy che ha messo il clarinetto nella traccia “Inanimate Lullaby”: altro grande producer nostrano. C’è anche Chemical Hypnotist, producer Vaportrap americano purtroppo poco conosciuto, ma estremamente creativo. Giacomo Rento, chitarrista del gruppo STORM{O} che ha messo la chitarra in “Douglas Firs Chopstick”. Poi c’è Laura Iacuzio, cantante dei Rev Rev Rev, grandissima band shoegaze italiana che ha cantato in “(✿・_・)ノ”(ᴗ_ ᴗ。)”. Menzione d’onore poi per BUG, il meraviglioso progetto Neo Progressive Metal di Lorenzo Meoni, che ha suonato in “Office Rage”. Infine, non potevo non menzionare Argiflex, che nella nona traccia “Karma” ha fatto un lavoro incredibile. Vorrei ringraziare anche Tassony, Electric Dreams e Infector Http- per l’aiuto che mi hanno dato durante lo sviluppo di questo album. Alla fine ho conosciuto tutti questi artisti dove noi artisti vaporwave “abitiamo”, cioè su internet…ed è bello poter vedere che anche da legami magari “indiretti” può nascere la Musica.

 

Un lavoro variegato, con tante collaborazioni, pubblicato su un’etichetta al momento tra le migliori del panorama “vapor”: al netto della precedente discografia, questo “1995” sembra avere tutte le credenziali per essere un “trampolino di lancio”, complice anche la sopracitata energia che scorre oggi intorno a tutto ciò che è vaporwave, al netto dei “meme” che citavi tu prima. Che, forse, può essere il vero tallone d’achille della scena….

Purtroppo è così, hai perfettamente ragione, soprattutto qui in italia. Qua il movimento non verrà mai preso sul serio. Per come la vedo io la colpa è tutta di questi maledetti meme sulla vaporwave. Pensa, mi è anche capitato di sentire in giro, tra gruppi e newsgroup nostrani legati al movimento, che fare Vaporwave vuol dire fare meme…Cioè, roba da pazzi…

 

Questo comunque accade quando non c’è profondità d’analisi sul fenomeno a 360°. Chi scrive di musica -e mi ci metto dentro anche io- non ha saputo “raccontare” la cosa in maniera degna o con la sufficiente credibiità, magari non coinvolgendo i player locali, cosa che poi porta appunto il movimento a rimanere legato ai meme ed i grandi booking a chiamare gli artisti esteri (vedi il sopracitato Blank Banshee) senza dare poi un seguito alla cosa a livello nazionale….Puoi dirmi se sbaglio eh?

No no, hai pienamente ragione. Io ho avuto la fortuna a suonare con Blank Banshee anche per questo, noi artisti vaporwave italiani siamo presi troppo poco sul serio. È tutti il movimento Vaporwave nostrano che viene presa troppo poco sul serio, ed è per questo che puntiamo all’estero, dove li abbiamo molto più successo.

 

Penultima domanda, una curiosità: che musica ascolti generalmente? Hai album o artisti di riferimento? Elencamente almeno 3 e spiegami in che modo questi album o artisti ti hanno influenzato o cambiato come ascoltatore o come produttore…

Sarò sincero, ascolto poca musica perché di solito sono impegnato a farla: quando “finisco” un disco passo le 2-3 settimane successive alla sua ipotetica chiusura ad ascoltare unicamente quello, per limarlo alla perfezione. Comunque gli album e gli artisti che mi hanno più plasmato musicalmente sono:

– Igorrr: Quest’anno ho avuto l’onore anche di suonarci assieme, a Calenzano (provincia di Firenze). Quando lo scoprii mi cambiò completamente la vita, unisce una marea di generi diversi tra di loro e riesce a fare dei capolavori assoluti che emozionano, ti fanno ballare, ti fanno fare del sano headbanging…cioè, la sua musica per me è la perfezione. Album preferito? “Nostril”.

– Blank Banshee: Anche lui ha cambiato la mia visione su quello che è la vaporwave. Musiche quasi minimali, usando suoni del passato in chiave futuristica. Sample sempre geniali e spettacolari, poche chiacchiere. Album preferito? “Blank Banshee 0”

– MusicaPerBambini: Io ADORO i MusicaPerBambini, a parer mio il miglior progetto musicale italiano di tutti i tempi. Anche loro uniscono tanti generi diversi tra di loro per creare musica innovativa e divertente. Mi innamorai subito al primo ascolto di loro. Album preferito? “CapoLavoro”.

 

Ultima domanda: hai già qualcosa in serbo dopo “1995”? Dove avremo la possibilità di sentire magari il tuo nuovo album live? Siamo curiosi di vedere il tuo setup, puoi darci una foto?

Ho tantissimo materiale pronto da pubblicare, ma non al livello di “1995”. Roba molto atmosferica, new age e anche noise. Per ora si serate non ne sto organizzando molte ma per chi fosse interessato basta seguirmi sulla mia pagina facebook o la pagina del collettivo Vaporwave Nights.

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