Lettere dai ghiacchi, i Mykja pubblicano il debut album “North Paths”

Personalmente sono fan dei Mykja per svariate ragioni, la prima delle quali rappresentata dalla loro essenza musicale. Il progetto, portato avanti ormai da diverso tempo da Christian Pevere (che alcuni conosceranno come Kappah: ricordate la sua esibizione con la splendida Kali al meeting fiorentino Grabber Soul?) e da Emanuele Pertoldi (conosciuto anche come Shaded Explorer, sicuramente uno degli artisti più underrated dell’attuale panorama elettronico nostrano), ha pubblicato questa settimana in assoluta sordina il debut album “North Paths”, viaggio in musica che racconta e dipinge traccia dopo traccia, tra field recordings, analog gears e sfumature di stampo minimalistico, un mondo, quello nordeuropeo, imprigionato sì tra i ghiacci e sferzato da gelidi venti, ma lontano dalle burrasche e dalle tempeste, quasi totalmente svincolato dai marasmi techno che sembrano attanagliare ossessivamente tantissime uscite del genere, preoccupate di trovare un mercato ed attirare ascoltatori abituati magari ad un ascolto più “noise” o “dancefloor” del genere.

Ecco, “sospeso” è il termine esatto che contraddistingue questo “North Paths” firmato Mykja: un pò William Basinski ed un pò Boards Of Canada, il debut album del progetto elettronico nostrano, fuori ora per l’etichetta spagnola Faint, scorre agile tra sentori ambient e reminiscenze noise e per tutta la sua durata, poco meno d’un ora, stupendo per intensità, cura del dettaglio e maturità espressiva ed offrendo un lavoro concettualmente potente ed allo stesso tempo estremamente coerente (grazie anche all’artwork, a cura del fotografo Alexander Kopatz – go70north.com). Una piccola gemma, insomma, che potete acquistare ed ascoltare nella sua interezza via Bandcamp, cliccando play nel link qui sotto.

Dateci un ascolto, perdetevi anche voi tra i ghiacchi del Freddo Nord. #Enjoythebar.