TSINOSHI LE CLUB #02: BUGSY [Take It Easy – Milano]

Tra le realtà che più seguiamo da quando abbiamo lanciato la nostra piattaforma c’è sicuramente Take It Easy, party series che negli ultimi 5 anni ha saputo costruirsi un percorso in costante crescita tra differenti locations, programmazioni mensili sempre di livello internazionale e progetti di grande spessore sia a livello di scena meneghina, sia a livello nazionale. Tra i suoi fondatori c’è Bugsy, producer con all’attivo una discografia di livello internazionale (il suo ultimo EP, intitolato “Svegsy”, è stato pubblicato ad inizio mese su Freerange Records) e resident dj tra i più quotati all’ombra della Madonnina grazie alla sua selezione musicale, sempre raffinata ed up-to-date, tra novità a grandi classici.

Le notti in quel del Tunnel Club, le giornate in studio: questo, per Bugsy, è un momento davvero d’oro, abbiamo colto l’occasione di intervistarlo e di farci regalare un podcast in esclusiva per noi, che potete scaricare qui sotto – cliccando sul banner qui sotto potete scaricare il file mp3.

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Ciao Luca e benvenuto su Tsinoshi Bar! Iniziamo subito col presentarti a dovere: DJ e producer milanese, fondatore e resident della serie di eventi Take It Easy. Tra le identità menzionate quale poniamo al centro del progetto Bugsy e perché?

Ciao ragazzi! Grazie dell’invito. Beh… Sicuramente il DJ! Lo sono e non lo faccio.

 

Quali sono le tue radici musicali e da dove ha inizio il tuo cammino nel mondo della club culture?

Come penso sia facilmente riconoscibile dai miei dj set le radici sono nella Disco e nell’House Music degli anni ’90, anche se mi piace toccare sonorità più dure come la Techno, ma solo in alcuni set. Ho iniziato ormai 14 anni fa, con la gavetta dura e cruda dei warm up e dei locali sudici di provincia, oggi non rimpiango nulla.

 

Prima di soffermarci sul tuo nuovo EP “Svegsy” vorrei approfondire la questione eventi: Take It Easy è un brand di qualità e negli anni ha saputo portare a Milano una club culture reale, traguardo non semplice da ottenere in una situazione sociale frammentaria e frammentata come quella odierna. Partecipando ai vostri eventi ho, infatti, avuto il piacere di immergermi in una situazione serena fatta di persone che apprezzano l’ambiente più che l’etichetta. Qual è stato l’inizio di questa avventura, come siete arrivati fino a questo punto e quali sono state le difficoltà incontrate durante lo sviluppo del progetto?

L’avventura è iniziata 8 anni fa da un’idea del mio socio e amico Fabio Alampi, dopo poco tempo avevamo già la testa bassa per lavorare duramente sulla nostra idea di clubbing, un party sincero, leggero, con grande qualità e senza troppe seghe mentali, Take It Easy. Non abbiamo mai dato importanza al business, e questo dopo tanti anni ci ha premiato, oggi ci sentiamo di dire la nostra nel clubbing nazionale.

 

Take It Easy e Bugsy sono due identità differenti o la loro crescita è in qualche modo connessa?

Sono due identità differenti, ma la loro crescita è stata connessa per una serie di coincidenze. Bugsy è nato quando Take It Easy già esisteva, ma era ancora “acerbo”. Fortunatamente la prima release di Bugsy è stato un ottimo progetto che ha dato visibilità al party, mentre il party dava una grande visibilità all’artista. Sono cresciuti insieme.

 

Ora è, finalmente, tempo di musica! Concentriamoci sull’EP in uscita/uscito l’8 Dicembre su Freerange Records: Qual è il cammino musicale svolto da Bugsy per arrivare alla produzione di “Svegsy”? E complimenti per la produzione di alto livello.

Grazie mille!La chiave è sempre stata negli errori. Ho imparato tutto sbagliando, riprovando, e risbagliando. Gli errori mi hanno portato a capire quello che cercavo e a concentrarmi sul mio suono.

 

Com’è nata e come si è sviluppata la collaborazione con gli Astroloop?

Con Gabriele e Luca c’è sempre stato del feeling a livello musicale, sono due ragazzi fantastici e credono nella musica nel modo che piace a me.
Ci siamo sempre scambiati idee e progetti fino a quando non abbiamo trovato quelli giusti, che abbiamo subito proposto a Jamie.

 

E con Boo Williams com’è andata? È uno dei nostri artisti house preferiti, quindi siamo molto curiosi a riguardo.

Con Boo è stato tutto molto più semplice del previsto. Io e Jimpster ci siamo scambiati un po’ di idee sul tipo di remixer da cercare, quando è uscito il nome di Boo siamo stati d’accordo entrambi, gli abbiamo scritto e lui ha accettato subito.

 

In termini di produzione possiamo aspettarci altri grandi colpi nell’immediato futuro o ti concentrerai su DJ sets ed eventi di Take It Easy?

Direi entrambi, sicuramente adesso mi concentrò di più in studio, ma i dj sets e Take It Easy rimangono il centro della fiamma!

Grazie, dunque, a Bugsy e buon ascolto ai nostri lettori.