Soho presents Session Victim Live: ostaggi (del groove) per una notte!

Siamo andati per voi a Verona, ospiti dei ragazzi di Soho, a goderci il live dei Session Victim di qualche sabato fa. Andrea Thelonious c’ha fatto il report mentre Pardini s’è occupato delle foto. Inutile dirvi che è stato un successo! Seguiteci su facebook sulla nostra Pagina Ufficiale - Tsinoshi Bar !

Luci colorate fluttuano intermittenti tra il palco e il dancefloor. Colori caldi, avvolgenti che ,guardacaso, sembrano andare a ritmo perfetto con le vibra d’amore che il duo dalla Germania ci sta regalando. E tutti apprezzano, ve lo posso giurare.

I Session Victim da Luneburg il successo se lo meritano per varie ragioni. Non avevo mai visto un loro live prima, quindi il mio giudizio verteva tutto sull’ambito produttivo, i cui risultati sono agli occhi e alla valutazione di tutti. Verteva sui dischi, come è giusto che sia quando uno si limita ad “ascoltare”, a vivere poco il live. Fino all’illuminazione.

Ritorniamo per un momento all’immagine dell’incipit: le luci calde e il suono del basso di Mathias sono una combo troppo potente, troppo seducente, per poter rimanere fermi a guardare lo spettacolo che il duo protagonista su etichette come Retreat e Delusions of Grandeur stanno dando, veri animali da palco. Potenza e groove non si tolgono gli occhi di dosso, si provocano e fanno scintille troppo alte per tutti. “Too funky here!”, per dirla alla James Brown: campioni su campioni si mescolano alla perfezione con le drum-line quattro quarti orchestrate dalla 707 di Hauke ed il suono avvolgente del basso di Mathias. Troppo per qualsiasi pubblico, persino per la Verona che balla che, dati gli attributi, mostra che persino sul dancefloor più diffidente il risultato non cambia mai.

Soho presents Session Victim (Delusions of grandeur / Retreat - Germany) // Sat26 Oct from WHAT IS NEAR YOU on Vimeo.

Col senno di poi è stata una scelta coraggiosa, quella dei ragazzi di Soho: portare un progetto house a ridosso del funky e della nu-disco, come i Session Victim, in un club, il Pika, che ha visto all’apertura una “leggenda in divenire” come Kyle Hall dimenarsi e dispensare moderne perle di saggezza non era mossa né obbligatoria, né scontata né tantomento (per molti) sensata. Ma -diamine!- se non rischi, se non giochi con l’ampio ventaglio delle possibilità, come puoi pretendere che qualcosa cambi? Se non mostri il nuovo, come speri che qualcuno possa capirlo?

A fine live sono le facce dei presenti a motrarci la via, a darci la quadra della situazione: siamo tutti sudati, felici e scossi, così tanto adrenalinici che dall’ultima nota dell’ultima traccia di un live spettacolare come quello appena vissuto scatta un fragoroso applauso contornato da urla e gridolini al limite della lussuria. Come se si fosse tutti ad un concerto, però da club. Grande successo!

Mi porto via qualcosa, da questa serata, oltre alla musica, s’intende. Mi porto via la conoscenza di due persone completamente fuori di testa, Mathias & Hauke, che vivono la musica esattamente come quel giorno in cui si resero conto d’aver comprato lo stesso disco di Soundstream. Mi porto via l’esperienza di un live della madonna contornato dai dj set di due dj, Shinoby e Sonni, la cui selecta farebbe invidia a molti. Mi porto via l’emozione di una città viva, giovane e pimpante, che non vede l’ora di scoprire qualcosa di nuovo e che, personalmente, spero di rivedere presto.

Magari al prossimo party Soho, il prossimo 16 novembre, con San Soda. Li si ballerà ancora di più, già lo so. Perché alla fine il motto è sempre quello: Please, use the Dancefloor!

P.S: Queste sono solo alcune delle foto scattate da Davide Pardini durante il live dei Session Victim. Per recuperare tutto, ma proprio tutto del nostro report dagli amici di Soho, cerca l’album completo e seguici sulla nostra Pagina Ufficiale - Tsinoshi Bar!