Questo quarto appuntamento di “Heimat - Musica per l’anima” è per me molto speciale poiché mi sono occupato di uno dei produttori a me più cari: si tratta di Nicolas Jaar, che insieme al suo ultimo doppio singolo torna a regalarci le emozioni che solo lui è in grado di dare. Sono poi venuto a contatto on Hussein Ibn Faraji e il suo collettivo Faraji Heritage Experiment, per scoprire quali novità arrivano dalle terre colorate del Marocco. Infine ho guardato da vicino l’ultima produzione di casa Holger, un EP davvero ben fatto e dalla musicalità profonda firmato Weber.
Buona lettura e buon ascolto!
Immagine di copertina a cura di Giacomo Sarcina - LINK.
Nicolas Jaar “Nymphs II” [Other People, 11 Maggio 2015]
Sono passati circa quattro anni dalla pubblicazione di “Space Is Only Noise” (Circus Company) e pochi giorni fa Nicolas Jaar è tornato a pubblicare una produzione a suo nome e sulla sua etichetta, la Other People; l’EP si intitola “Nymphs II” ed è composto da due tracce, intitolate “The Three Sides Of Audrey And Why She’s All Alone Now” e “No One Is Looking At U”, registrate a New York tra il 2011 e il 2015. Questa produzione, seppur minima, è manna dal cielo poiché è stata a lungo attesa e in quanto Jaar, probabilmente, è uno di quegli artisti che si prende il giusto tempo per riuscire a raggiungere i propri traguardi. L’oggettività di tale giudizio risente, evidentemente, della mia personale passione per le produzioni del cileno / statunitense, ma pare un dato indubitabile che tutta la sua attività sia come producer solo e in collaborazione, sia come owner della Other People (con conseguenze dirette sulle scelte degli artisti che lavorano con l’etichetta), rappresenti una delle realtà più interessanti e stimolanti a livello mondiale.
Nell’aprile del 2008 Wolf+Lamb presentò “The Student EP”, il primo lavoro dell’allora diciottenne Nicolas Jaar, e nel 2009 fu pubblicato “Democracy EP: New Friends vol.2″ in collaborazione con Soul Keita e realizzato per la Greta Cottage Workshop. Fin da queste prime produzioni risulta evidente la caratteristica principale della sua musica, ossia l’essere nella propria concretezza una sensazione. Qualitativamente parlando, tutto il lavoro di Nicolas Jaar è estremamente ben fatto e nell’ascoltare le sue release se ne coglie il pregio: “Russian Dolls”, “Time for Us / Mi Mujer”, “Marks & Angels”, “Love You Gotta Lose Again”, le uscite che nel 2010 hanno preceduto la pubblicazione del suo primo e bellissimo LP “Space Is Only Noise”, sono tutte caratterizzate dall’assoluta inafferrabilità del suono che riesce a provocare la sensazione di una sorta di dolcissimo stordimento. Nicolas crea sensazioni ed evoca ricordi che non ci appartengono ma, in qualche modo, entrano a far parte della nostra storia: è come se risvegliasse un inconscio sensitivo che torna a sopirsi quando nell’aria non si diffondono le note della sua musica. L’album del 2011 è la sublimazione di questa produzione e non c’è una traccia, dalla prima all’ultima, che non provochi “quella” sensazione.
Rientrano in questo discorso e ne sono l’emblema assoluto anche i suoi mixtapes, due su tutti l’Essential Mix realizzato per la BBC (potete ascoltarlo e scaricarlo a questo LINK), premiato come migliore del 2012, e “Our World” (in ascolto e download gratuito di seguito) tributo personalissimo presentato in concomitanza con l’anniversario della morte di John Lennon nel dicembre del 2013.
Nell’attività di scouting della sua etichetta (prima con Clown & Sunset adesso tramite Other People) Jaar ricerca artisti che si esprimono in un linguaggio simile al suo ma con sfumature decisamente differenti: penso a Nikita Quasim, Acid Pauli, Valentin Stip, Drew Gregg e Lucrecia Dalt per esempio, o a pubblicazioni come “Inès”, “Don’t Break My Love” o “Trust”.
Valentin Stip “Sigh” [Other People, 2014]
La distanza che separa la pubblicazione di “Space Is Only Noise” e questa nuova uscita è stata colmata da Nicolas con un’intensa attività di ricerca e sperimentazione, oltre che con l’ottimo lavoro come label owner. Nelle tracce di questo nuovo EP si avverte una certa maturità che non intacca, però, la sua maniera di comporre sensazioni: “Nymphs II” è una melodia dolce e amara, una “ninna nanna” claudicante dal sapore malinconico ma i cui colori e contorni sono luminosi, nonostante vengano immersi in una realtà apparentemente priva di logica; una produzione difficile da descrivere, più che apprezzabile e in pieno stile Jaar.
Tracklist:
A. The three sides of Audrey and why she’s all alone now
B. No one is looking at U
Faraji Heritage Experiment “Nafsi” [Cosmonostro, Maggio 2015]
Hussein Ibn Faraji è un musicista proveniente dal Marocco e da quella regione africana porta con sé le sfumature della sua terra d’origine, dall’oro dei tramonti nel Sahara ai pastelli delicati della regione di Marrakech, ai chiarori delle albe di Tangeri, traducendoli in musica. A questi aggiunge tutta la voglia e la destrezza, tipiche dei paesi che si affacciano sul mare, di mescolare le tradizioni e creare meltin pot culturali affascinanti. Nel 2012 Hussein si è affacciato sul web con “A/R/T”, una piccola produzione in tre tracce (in ascolto di seguito) nella quale ha coinvolto musicisti, beatmakers, djs e cantanti sotto il nome comune di Faraji Heritage Experiment: un lavoro di Fusion Jazz, Funk, Hip-hop ed Elettronica dal sapore vintage, che suona davvero molto molto bene e denuncia la grande potenzialità del collettivo.
Tale potenzialità si è tradotta negli ottimi termini dell’album “Nafsi”, che nella lingua Swahili significa “anima”. Prodotto dalla francese Cosmonostro, il debutto perfetto di Hussein e del suo Faraji Heritage Experiment è una miscela di molteplici generi come il Jazz, il Soul e l’Elettronica, nove tracce notevoli dal punto di vista tecnico-qualitativo e brillanti nelle sonorità.
Un progetto che attraverso questo disco si dimostra estremamente intelligente, regalando sensazioni diversissime tra di loro che corrono e si rincorrono tra le tracce smaliziate di questo disco che entra pienamente nel filone di ricerca musicale che in questo momento pone al vertice della sua piramide il produttore californiano Flying Lotus. Ascoltate per credere: LINK.
Tracklist:
1. Indecision
2. Love & Compromise (Eartha)
3. Mangu Husaidia
4. Houseisnotahome
5. Mwana ft. Bheidh Láidir
6. Winterlude
7. Khali Aeabogio
8. Ode To Wattsax
9. Love & Compromise (Shut Up)
Weber “Zwei” [Holger, 18 Maggio 2015]
Questa settimana l’etichetta discografica Holger, che abbiamo conosciuto in occasione della presentazione dell’uscita dei remixes per il progetto Dream Weapons, ha proposto tramite i suoi canali ufficiali una nuova release, la settima del suo interessante catalogo: “Zwei” è un EP in sei tracce realizzato da Weber per l’etichetta di Lipsia.
Philip Weber è un produttore di musica elettronica, anch’egli di Lipsia, che ha attirato l’attenzione della Holger per il suo modo particolare di creare musica focalizzata sul “momento” stesso della creazione, tramite l’utilizzo di strumentazione di vario tipo e accompagnato da un metodo di lavoro estremamente intuitivo: questa sua maniera di lavorare gli consente di creare musica liberamente e concedendosi la possibilità di sperimentare ritmi, suoni e melodie. Philip stesso spiega il suo approccio affermando che è come se parlasse «una lingua senza conoscerne la grammatica, cercando di trovare le parole giuste». La sua prima apparizione per l’etichetta tedesca è stata nel maggio dello scorso anno con “Eins” (in ascolto di seguito), ipnotico, vibrante, malinconico ma mai troppo cupo EP in sei tracce nel quale Philip si muove tra i paesaggi e le visioni della sua fantasia: ne traccia bozze e ne delinea i contorni, traducendoli poi in una musica che proviene da un altro mondo.
A distanza di un anno esatto da questa release Weber torna a produrre per la Holger un secondo lavoro, intitolato appunto “Zwei”, nel quale espande e approfondisce i temi introdotti con la precedente produzione, sviluppandone il degno seguito: appaiono più forti e presenti le influenze Krautrock, espresse tramite il linguaggio della musica minimalista e guardando da distanza di sicurezza alla tettonica della musica elettronica contemporanea più “dance oriented”, tuttavia le creazioni rimangono libere da strutture predefinite, permettendo a Philip di muoversi con estrema disinvoltura sul terreno della sperimentazione.
Questo disco si fa più scuro rispetto al lavoro dello scorso anno, ma ancora una volta Weber dimostra che la sua inventiva è il suo più grande pregio e scivola da un linguaggio all’altro esprimendo bene i suoi concetti, tramutando atmosfere e sensazioni con lo scorrere delle tracce, componendo un lavoro di buonissima fattura.
In conclusione, la Holger si mostra nuovamente terreno fertile per sperimentazioni e produzioni di pregio; se volete immergervi nelle atmosfere trasognate degli artisti promossi da questa etichetta vi consiglio un giretto sulla sua pagina Soundcloud. Per quanto concerne “Zwei”, esso è disponibile dal 18 maggio sul catalogo nel formato vinile in edizione limitata.
Tracklist:
A1. Intro
A2. Sklt
A3. Dr. Clapper
A4. The Bug
B1. B1/Warten
B2. No4