ADMX-71 - Coherent Abstractions

 


ADMX-71

Coherent Abstractions

Long Island Electrical System

LIES067


published:

15 Ottobre 2015

 


 

ADMX-71 è l’alias che il pioniere newyorkese Adam Mitchell utilizza per le sue uscite più abrasive e distopiche.
In un momento storico in cui i dancefloors del sottobosco impazziscono per la contaminazione della techno con sonorità industriali, c’è una nuova generazione di bedroom producers che inonda il mercato con prodotti di qualità alterna, che spesso non fanno altro che riproporre con scarsa originalità tutto ciò che gruppi come i Leather Strip hanno già fatto negli anni ottanta. The Redacted Files, l’ultimo EP di Adam X uscito su L.I.E.S., si era già presentato alle orecchie degli appassionati come un lavoro di “a suo modo raffinata” EBM in slow motion, dal sapore vagamente catastrofico e paranoide: l’esperienza maturata da Mitchell come produttore si è fatta valere, mostrando al pubblico che esiste una via per attualizzare l’industrial dance senza scimmiottare necessariamente i grandi del passato. O senza fare come “er peperone, che se ripropone”, lendo essere audaci.

Con “Coherent Abstractions” ADMX-71 sviluppa le intuizioni messe in luce nei lavori precedenti, riuscendo ad andare oltre il semplice esercizio di nostalgia al fine di creare una vera e propria time capsule che fa rivivere all’ascoltatore il clima fervente dei primi anni novanta.
In questo full-lenght sono presenti simultaneamente tutte le ragioni per continuare ad appassionarsi di musica elettronica nel 2015: ogni ascolto è potenzialmente un primo ascolto, cosa che rende abbastanza complicato il compito di formulare un giudizio univoco.

“Virtuality Continuum” mette subito in chiaro cosa ci aspetta per la prossima ora: l’atmosfera oscura porta alla mente un horror cibernetico di vecchia data (vedi la saga “Alien”). La traccia è punteggiata da battiti abissali, intervallati da un suono particolare, quasi fosse un respiro affannoso udito da vicino.
Una voce minacciosa introduce ad “Arrival Into Uncharted Territory”, che rimane sospesa tra una bassline claustrofobica e svolazzi in stile Drexciya. Quando la prima metà dell’album sembra un monumento al terrore in musica, ecco che “Phenomenalist”, che suona quasi come un offshoot di “Artificial Intelligence”, mostra come Mitchell sia in grado di attraversare i confini tra generi in modo sottile ed elegante, giocando con sonorità futuribili e quasi ambient.
Il pericolo sembra dunque passato, sino a che non veniamo braccati dalla spettrale ossessività dei synth martellanti di “Conjectured State”, ideale colonna sonora per un inseguimento all’interno di uno strettissimo corridoio. Adam X lavora come un bravo regista di gialli, alternando momenti di riposo a istanti in cui è impossibile non ritrovarsi col fiato sospeso.
Il capolavoro del disco è sicuramente “Nearing Obliteration”, monologo delirante del producer che affoga nel suono di un modem dial-up in fase di cortocircuito: un brano che è allo stesso tempo una punizione e una delizia per l’ascoltatore, ovviamente il più audace. Segue “Bound & Broken”, dove Janina, la guest vocalist del disco, mette in scena uno psicodramma che trasuda minacciosa seduzione.
Il disco si chiude sulle note detroitiane di “Mystical Ascent” e “MGM_41-85”, che svelano un lato melodico di Mitchell tanto imprevisto quanto efficace, pur non rinunciando all’usuale armamentario percussivo. Implacabile.

È sempre piacevole imbattersi in album così ben costruiti, non c’è che dire: ogni dettaglio di questo doppio LP è al posto giusto, la produzione è un perfetto bilanciamento di ritmiche distorte e suoni eterei. Se dovessi indicare quindi un album che compendi con efficacia quello che il mondo della techno (ma non solo!) può offrire a un neofita, direi che questo “Coherent Abstractions” sarebbe la mia scelta sicura, dal titolo alla musica.