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Aurora Dee Raynes
Do What You Do
WotNot Music
WOT023
published:
20 novembre 2015
Il progetto Aurora Dee Raynes debutta sulla londinese Wotnot con “Do What You Do” EP. La parte strumentale del progetto è a cura di Touchy Subject, eclettico producer, dj e live performer dal nord-est di Londra, mentre alla voce troviamo la semi-sconosciuta Danielle Kranendonk.
La release inizia con “Be”, traccia estremamente calda ed accogliente dalla quale emerge la voce di Danielle, figlia di ricordi relativi al soul di Erykah Badu. Ad ogni ritornello sale la voglia di riascoltare tutto da capo, segno che meglio di così non si poteva cominciare.
In “Beast With Two Backs” il protagonista è Touchy Subject, che porta con sé un avvertimento: se “Be” evocava un’intensa serata tra due amanti, qui sono in compagnia di qualcuno che è stato appena lasciato. La voce rimane calda, ma la musica ci porta da un’altra parte, allo stadio del rimpianto.
Passo ora a “Do What You Do” (con tanto di video prodotto da Ben Jones!), la traccia migliore dell’EP: arriva all’improvviso, mi dimentico in un istante dei due passi antecedenti, ed eccomi catapultato in un nuovo contesto, quasi fosse arrivato un caro amico con l’obbligo di farmi uscire. Mi accompagna, dunque, in una dimensione fatta di suoni che procedono a scatti, coordinati ad una voce “tagliata”. E riuscitissima.
In “Kill Him With Kindness” la voce di Danielle riprende in mano la situazione, ma rispetto agli altri episodi la resa finale lega meno con il dub qui proposto da Touchy Subject.
“Do What You Do” cambia umore ad ogni nuovo passaggio, e “Skin” è una perfetta conclusione. Riassume perfettamente il lavoro, è malinconica ma tenuta viva dall’ottimo tappeto di percussioni, mentre la voce di Danielle quasi ci ammonisce, ripetendo “Do what you do”.
Il pollice rimane alto anche per Tehbis che ci da’ una sua visione di “Skin” con un remix ,che esce a testa alta dal confronto con l’originale.
“Do what you do” è un lavoro molto interessante, offre diversi spunti per i quali valga la pena averlo nella propria collezione, uno su tutti la title track. Particolarmente apprezzabile è la scelta di inserire la versione strumentale di tutti i brani e una radio edit di “Be”. Con ogni probabilità, gli Aurora Dee Raynes puntano in alto.