Ancestral Voices - Night of Visions

 


Ancestral Voices

Night of Visions

Samurai Horo

SMGHOROLP/CD02


published:

19 novembre 2015

 


Un benvenuto che suona ai confini con la drone music: così il nuovo progetto di Indigo fa la sua entrata in scena per la Samurai Horo, etichetta che ha ben capito la potenzialità di questo nuovo progetto, sicuramente meno ballabile rispetto ai lavori dello stesso artista usciti sotto Hypercolor Records, ma non per questo meno meritevole, anzi, la visione più introspettiva di questo progetto afferma il producer inglese in un genere nel quale la sintesi sonora è la carta giusta da giocare, l’ambient.

“Night of Visions”, come la traccia che dà il titolo al disco, è proprio ciò che ci si aspetta da un nome come Ancestral Voices: sono visioni sonore, infatti, quelle a cui ci sottopone Liam Blackburn, in un’opera che va capita, interiorizzata. Perché è di opera che si parla quando si è di fronte ad un matrimonio eccelso fra sezioni ritmiche e lunghi tappeti ai confini del definibile, dettagli noise e ritmiche tribali. Non fatevi però ingannare: quest’album suona occidentale, in tutto e per tutto, e la conferma arriva prima con “Selva”, dove si percepisce una spazialità dei suoni che ricorda tanto ciò a cui la breakbeat e la 2-step londinese ci hanno abituato, poi con l’universo creato da voci gregoriane di “Medicina” - ho un debole per ciò che suona gotico, triste e cupo, meglio se minimal, come in questo caso. C’è del sound design massiccio e prepotente sulle drum, inutile negarlo, si percepisce l’accuratezza nei dettagli, ogni singolo suono è, oltre che perfettamente accordato, estremamente percepibile in tutte le sue complessità. Non un gioco da ragazzi.

Arrangiamenti ripetitivi e strutture poco dissimili potrebbero però essere l’unica critica da muovere all’album - non che la cosa stanchi troppo, per ora. Nella parte finale “Night of Visions” ci mostra il suo lato più cattivo, e l’interesse sale, come in “The Feathered Serpent”, dove i lead synths all’unisono, il rullante cattivo e polveroso, le linee melodiche ancor meno che accennate suonano grosse e feroci senza però far perdere la caratteristica principale dell’album: l’ambiente in cui ogni singolo suono è immerso; estetica del suono.

La dinamica, in fondo, è uno dei punti forti del disco di Ancestral Voices. Nel caso foste degli appassionati di escursioni dinamiche, o ancora se le vostre orecchie ne avessero avuto abbastanza del “everything in yo face” a cui siamo stati abituati dall’elettronica degli ultimi anni, sarete ben contenti d’apprezzare questa piccola gemma dalle undici facce e i cui contorni non ben definiti, ma che brilla intensa di un colore scuro e opaco. Le vostre orecchie ringrazieranno, la vostra mente ne beneficerà.