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NUL at Plastic presents FOUNTAIN OF CHAOS
18 dicembre 2015 - 23:30 | 19 dicembre 2015 - 05:00
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Abbiamo tutti delle figure del cuore, artisti o personaggi fittizi incontrati sul nostro percorso, che poi ci rimangono addosso, e in parte si fondono con noi. Nella mia strada ho incontrato Fernando Pessoa, inizialmente attratta dalla sua romantica –ma malinconica- storia d’amore, in seguito intrigata dalla complessità della figura. Poeta portoghese reso famoso, oltre che dalla bellezza dei suoi versi, da una particolarità: la sua vita –come anche le sue opere- era uno spaccato sulle anime che lui stesso impersonava, definendosi non artista, ma semplicemente amanuense di voci al suo interno che chiedevano di uscire. La sottile linea tra pseudonimi ed eteronimi.
Conoscendo Tyler devo ammettere che nella mia testa dei parallelismi sono scattati automaticamente, per poi sfumare a un’analisi più attenta. Fountain of Chaos può essere considerato come un punto di arrivo (anche se non definitivo). Alter ego musicale di un instancabile lavoratore che –contrariamente al mio Pessoa- non scinde dalle sue passate identità, quanto piuttosto le unifica in tanti gradini che l’hanno condotto qui ed ora, ad assicurarci, con passionale attenzione ai dettagli, una stagione, quella di NUL, fatta di ospiti ricercati con cura con lo scopo di creare una qualità superiore a quella della classica “serata fuori”. Tante tessere di un puzzle e momenti vissuti, che rendono possibile il lavoro di oggi. A partire dall’amore per la natura, facilmente identificabile nella scenografia di Plastic, fino alle diverse e varie contaminazioni musicali, che si traducono in set (suoi e dei dj ospitati) eclettici, impossibili –per fortuna- da incasellare, tra techno, disco e i più svariati richiami etnici.
L’importanza della comunicazione silenziosa, l’amore per quello che fa espresso in modo puro nei set di 5 ore, indispensabili per un piccolo –ma chiarissimo- squarcio su quello che con tutto se stesso trasmette. La voglia di diversificazione, di dare un’impronta ben chiara, con ogni traccia resa unica da suoni registrati, ma allo stesso tempo il rispetto per le sensazioni e i pensieri altrui, e anche qua si ritrova la vasta diversificazione dei generi a NUL.
Volutamente la mia descrizione di quello che ci si può aspettare da uno dei suoi set è stata molto vaga, questo è uno di quei casi in cui le parole non servirebbero a niente – e detto da una che per hobby scrive è tutto un dire. Per provare a rendere un po’ meno sfocati i contorni di questa figura, o forse per confondervi ancora di più, prendetevi un’oretta per ascoltare il mix fatto utilizzando la discografia di Cramps, label milanese attiva dal 1973 al 1980. Nella vostra stanza vi concentrerete così intensamente sui suoni nelle vostre orecchie, da non rendervi conto di essere partiti per un viaggio intorno –e oltre- al mondo.
Ci vediamo venerdì, per l’ultimo speciale appuntamento NUL del 2015. #Enjoythebar
Line Up:
FOUNTAIN OF CHAOS