Legowelt & Willie Burns - Angels Against Dust [BTS001]

Angels Against Dust

Due realtà geograficamente distanti e, al tempo stesso, vicine nel produrre musica di livello. William Thomas Burns, americano per anagrafe e sound production (EDM, Acid Chicago House - come quella proposta a Londra da Danny Rampling), e Legowelt, tedesco di nascita, ma devoto alla Chicago House (davvero?).

Ancora, Danny Wolfers produce da più di tre lustri, Willie solo da qualche anno. Nonostante queste differenze, in questo “Angels Against Dust” le declinazioni musicali che li accomunano permettono ai due di creare un EP con una logica basata su Acid, Techno e campionamenti Elettronici intesi in senso House.

Ultima premessa: questo EP non è per audio-ascoltatori, (pertanto la recensione qui di seguito sarà quasi completamente dedicata a chi produce/suona/campiona) e, per alcuni aspetti, questo EP non è un ottimo lavoro. Premesso questo, non mi rimane che descrivere queste quattro tracce.

Come già accennato, il lavoro in questione offre spunti per campionamenti originalissimi: chi - come Legowelt e Burns - è in grado di utilizzare una quantità indescrivibile di Roland Jupiter e Juno saprà, immaginiamo noi ovviamente, inventare riff melodici di rilievo!

Ebbene,“Azurian Sunset”suona male. Non è una traccia stile Legowelt (ascolto consigliato: Beyond The Congo EP – Bunker Records), è essenzialista (non minimalista, sia chiaro) e lascia la sensazione di un lavoro “prodotto”, preconfezionato: mai un’evoluzione dei singoli riff di synth (tranne un filtro Commodore con membrana groove a circa un terzo del disco) dallo stile Nineties Trance che, oggettivamente, sembra quantomeno fuori posto. Un’accozzaglia di campioni ripetuti in malo modo, senza pause, un prodotto con una buona melodia vendibile (sicuramente, in forma di remix), ma senza anima. Insomma, tralasciando il riff filtrato e il giro di synth acid, che accompagna la melodia principale in alcuni passaggi della traccia, sostanzialmente un lavoro dalle sonorità trite e ritrite. Campionateli e inseriteli in “Another Dog’s Day”, se vorrete dargli un senso.

Traccia sicuramente ispirata -come peraltro la traccia precedente- dalla Italo-Disco degli ultimi due anni mantenendo però un’atmosfera più cupa (come ci si aspetta da una produzione di Danny Rampling, appunto), “Another Dog’s day”si presenta come un mix pieno di puntuali breaks e ripartenze, violento nella cassa (Akai), e dal vago gusto lo-fi nei nervosi tappeti melodici Acid.
Non è un lavoro da annali; tuttavia, considerando la discografia di Legowelt, può essere valutata come una buona creazione.

Di contro, Burns è un genio. L’allievo che schiaccia il maestro dimostrandosi, a dispetto degli equilibri di notorietà, l’ancora di salvataggio per questo EP. “Frozen Tunnel Shuffle” è un capolavoro: semplice e carica di una cassa sin da subito decisa e ricca di riverberi (ancora una volta Akai), la prima traccia firmata Willie Burns può essere tranquillamente promossa a mix migliore dell’intera uscita, grazie soprattutto alle ottime eco di synth ed il bel lavoro di mastering. Le sensazioni che ne scaturiscono sono straordinarie, perciò lasciatevi trasportare da un trascinante groviglio di texture sonore di altissimo livello tecnico, ordinate e coordinate in tutti i quasi sette minuti di mix. Suonato in un live set o campionato, risulta sempre essere perfetto. Anche un Laurent Garnier di sei o sette anni fa lo passerebbe volentieri. Rispetto per Willie, non dev’essere stato facile!

“Lagrangian Pains” è invece un inno alla tanto nominata Acid, proposta qui nel suo spirito più puro, quello degli anni ’80. Immenso il tappeto elettronico (Acid, ovviamente) che accompagna tutti i cinque minuti e mezzo di ascolto; grande il riff in eco di sintetizzatore che viene ben arricchito nel progredire della traccia; i drumsets sono essenziali nella scelta dei suoni e nella stesura, come richiesto dallo stile della track, rievocante in questo la proto-house di Trax Records. I cultori del genere in questione apprezzeranno molto.

Un EP che ci sorprende: Legowelt lo rovina con la prima traccia senza essere in grado di recuperare i punti necessari a renderlo sufficiente con la terza. Burns, però, fa di questo 33 RPM (e un terzo) un autentico capolavoro!


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