Max Cooper
Kindred EP
Fields
FLDS011
published:
1 Dicembre 2014
In undici anni che ascolto musica e sei che la produco, raramente mi sono «fossilizzato» su determinati artisti con costanza e continuità. Rendermi conto che forse uno dei maggiori è Max Cooper… Questo non è facile. Questo artista sin dal 2010, anno in cui lo scoprii, non ha ancora fatto uno, dico un brano che non mi sia piaciuto, anche se discretamente. Ogni sua uscita mi dà certezza di qualcosa di valido e di qualità, di eccellenza, di bello. Alle volte, quasi mi è capitato di serbare una certa impazienza per l’uscita ufficiale dei suoi lavori. Con “Kindred”, l’ultimo EP uscito sulla sua label Fields, Max Cooper si riconferma un genio e di conseguenza è più che accettabile l’impazienza nell’udire il lavoro fatto e finito, e non semplici preview.
Per quello che concerne “Origins”, lo stesso Max spiega dalla sua pagina facebook che ha preso ispirazione dal remix del pezzo “Sansula” di Eulberg, e che a distanza di tempo (la rielaborazione risale al 2012) ha deciso di riutilizzare alcuni elementi di quel lavoro per la stesura, appunto, di “Origins”. Il pezzo ha in sé tutte le caratteristiche del sound di Cooper: troviamo glitch, melodie distanti e a tratti cupe, riverberi, effetti vari nati da un uso professionale di VST come MAX MSP for Live. Lo stile dell’inglese è inconfondibile anche per il tipo di melodie, gli accordi che esse hanno in ogni brano, che definiscono la malinconia di Cooper. Questa volta, però, il produttore anglosassone lascia spazio anche a tre remix dello stesso brano.
I lavori sono altrettanto sorprendenti, specie quello di Throwing Snow. Ross Tones ha mantenuto una riconoscibile quantità di elementi della versione originale, introducendo però una base con drums dalle ritmiche molto più spezzate, ma con ambienti e riverberi sempre assai riconoscibili, dando una sorta di reinterpretazione personale di quello che è il suono di Cooper. Non vanno sottovalutati gli altri due lavori su “Origins”, quello di David August e la Extended Version.
Ma il punto cruciale su cui vorrei vi soffermaste è il lavoro di sound design fatto da costui: è qualcosa di davvero unico nel suo genere, non solo perché Cooper sia un visionario, ma perché utilizza tecniche in un modo che solo lui sa fare. L’altra traccia presente nell’EP, “Voyage Through The Analogue Womb”, rappresenta questo discorso appieno, poiché il perfetto connubio tra melodia e drums definisce l’inizio di una nuova era. Spesso di questi ultimi tempi si sente parlare di footwork e qui sono convinto che si possa intendere pienamente quel tipo di discorso, solitamente accostato al filone della Hyperdub, del defunto Dj Rashad ed altri. Sono convinto che anche in questo ambito dell’elettronica valga lo stesso tipo di categorizzazione.
Tra le prime recensioni troviamo termini come trascendentale e gorgeous, per descriverne il suono. Più che comprensibili. Tuttavia, preferisco parlare di avanguardia nel suono di Max: quello che ci si appresta ad ascoltare è il futuro.