Whitestone is the first platform for interactive music experiences. A place to create, collect, and truly experience music online.
Ieri con ColoredVinylRecords e predominant.ly abbiamo capito una cosa: i colori, nella musica, non sono assolutamente secondari, anzi contribuiscono a dare quel senso di interattività, di “fisicità”, che alle 7 note per antonomasia manca, vincolate al medium dell’aria.
Nel 1939 Alex Steinweiss inventa l’album artwork: prima di lui, tutti i dischi venivano venduti nella classica carta che ancora oggi permane. Prima di diventare elemento portante dello sviluppo artistico di un’uscita discografica, l’artwork contribuisce attivamente allo sviluppo delle vendite: il primo disco con artwork ebbe un incremento delle vendite rispetto ai dischi “tradizionali” di circa l’800%. La cura nella scelta dei colori, delle grafiche e delle (eventuali) immagini dell’artwork contribuisce a rendere la vendita di musica un mercato florido, diventando elemento fondamentale non solo nella ricezione e vendita, ma anche nella riconoscibilità e nella scelta delle uscite discografiche. L’avvento dell’mp3 e del mercato dello streaming digitale oggi relega l’artwork ad attore secondario, ponendoci di fronte ad un arduo quesito: come garantire al fruitore digitale la stessa esperienza vissuta per decenni dall’appassionato di vinile anche dal punto di vista della vista, oltre che da quello acustico? La risposta ce la potrebbe dare in un futuro non troppo lontano il team di sviluppo di Whitestone.
Whitestone punta a diventare la prima piattaforma a garantire all’utente digitale un’esperienza musicale “interattiva”. Come? Beh, garantendo a tutti tutto quello che già offrono gli altri portali…con l’aggiunta di quel qualcosa in più!
Sviluppato da un team di designers, artisti e programmatori, Whitestone offrirà a producers ed etichette i mezzi per poter creare sulla piattaforma delle vere e proprie “versioni interattive” di albums ed EPs: non solo streaming, tracklists ed immagini immobili come praticamente la totalità dei portali esistenti (da Soundcloud a Mixcloud sino ad approdare ai “colossi in guerra” Apple Music, Tidal, Spotify, Deezer e via dicendo), ma veri e propri comandi interattivi sviluppati sul concept stesso dell’artwork, tra comandi nascosti, comandi touch o camera gestures che estenderanno l’esperienza uditiva agli altri sensi, rendendola addirittura più “totalizzante” di quella del primo artwork.
Whitestone inoltre nasce non come un portale streaming “univoco” basato esclusivamente sull’uploading / streaming delle tracce, ma come un vero e proprio social attraverso il quale sarà possibili “monetizzare” i propri lavori interattivi attraverso la creazione di una pagina personale al quale sarà possibile collegare un sistema di micro-funding integrato basato sul sistema di “tip”, il tutto in modo davvero intuitivo, semplice ed alla portata di tutti.
Idea bellissima, insomma, questo Whitestone, che dopo 3 anni di sviluppo è approdato negli scorsi giorni su Thunderclap (e dal 30 Agosto sarà anche su kickstarter, sistema di crowdfunding tra i più rinomati al mondo). Non è un approdo scontato, questo: un progetto di questa portata troverebbe facilmente finanziatori privati, ma il team di sviluppo ha preferito rimanere indipendente e svincolato da qualsiasi major, affidando il proprio destino agli utenti stessi della rete.
Whitestone potrebbe diventare il primo portale streaming ad andare “oltre la playlist”. Vedrà davvero la luce? Noi, per quello che abbiamo visto, speriamo proprio di sì! #enjoythebar