Social Music City, i numeri (e le immagini) di un grande successo

Posted by Tsinoshi Bar on Mercoledì 19 agosto 2015

 


 

A Milano l’Expo ha fatto bene sotto tantissimi punti di vista: la Darsena, il Mercato Metropolitano, la viabilità (soprattutto in centro) migliorata ed organizzata, ma soprattutto tanti, tantissimi eventi sparsi ogni giorno in giro per la città, di ogni tipo ed importanza. Musicalmente parlando, devo ammetterlo, inizialmente ero abbastanza scettico: a ridosso del Primo Maggio, giorno d’apertura di Expo, mi domandavo se sotto la Madonnina le cose si sarebbero mosse “nella direzione giusta” e con il giusto spirito; mi domandavo se il movimento cittadino fosse in grado, sotto gli occhi del Mondo, di cambiare realmente marcia dando importanza non solo alle “grandi firme” della Musica ed al business, ma anche e soprattutto a tutti quegli elementi, come la rivalutazione di spazi abbandonati, la creazione di nuove location all’interno del nuovo tessuto urbano e (primo fra tutti!) la valorizzazione di talenti nostrani, sui quali all’estero ormai da diversi anni costruiscono gloria e mercato e sicuramente non sono prerogativa della totalità degli eventi meneghini. Bene, Alle porte di Settembre, a distanza di 3 mesi da quel fatidico Primo Maggio, posso dire di essere stato davvero piacevolmente sorpreso da tutto e da tutti, senza distinzione alcuna.

In questi tre mesi Milano è stata davvero un brulicare di vita diurna e notturna: tanti potrebbero essere i casi degni d’analisi, gli eventi e le situazioni che andrebbero analizzati per renderci conto, tutti insieme, di quanto le cose (sembrerebbe) stiano cambiando, ma quello che devo dire m’ha realmente lasciato a bocca aperta in questo primo trimestre è stato Social Music City, cattedrale della Musica Elettronica innalzata in quel di Viale Isonzo che ha visto collaborare l’uno affianco dell’altro staff e parties meneghini di diversa estrazione e pensiero in nome di qualcosa di grande, unico, in altri tempi ai limiti dell’impensabile.

I primi tre mesi di Social Music City si possono senz’ombra di dubbio definire un successo sotto praticamente tutti i punti di vista. No, non abbiamo paura di dire una cosa del genere perché, al netto di tutto, i numeri ed i fatti parlano davvero da sé: un’area come quella dell’ex-Scalo ferroviario di Milano Porta Romana, 10.000mq prima abbandonati al degrado e alla microcriminalità, si è trasformata nell’arco di tre mesi in punto d’incontro per migliaia di persone in nome d’un nuovo modo di concepire gli eventi di musica elettronica, assolutamente europeo, dove i concerti iniziano nel primo pomeriggio e terminano a mezzanotte. Sensibilità per il vicinato, certo!, e possibilità per i commercianti della zona, altrettanto!, ma cerchiamo di vedere la cosa dal punto di vista social-burocratico: quando mai si è visto a Milano uno spazio di questa portata affidato a gruppi organizzati per organizzarci in orario diurno eventi, oltretutto di musica elettronica? Quando, a Milano, dalle alte sfere sono arrivati beneplaciti per gestire un’area così grande e sostanzialmente creare nel centro cittadino un gigantesco dancefloor a cielo aperto, oltretutto in concomitanza di un’evento di caratura internazionale come l’Esposizione Universale? Assolutamente fuori da ogni possibile concezione, riprova del fatto che i grandi eventi, progettati con sensibilità e ottica di sostenibilità, diventano facilmente una risorsa per il territorio e per il tessuto sociale ed economico della città.

Grandi nomi poi si sono avvicendati in consolle in questi tre mesi di Social Music City: da Fatboy Slim a Robert Hood, dagli Howling ai Simian Mobile Disco passando per Maceo Plex, lo spazio è stato nel corso delle settimane sommerso di performances di spessore, in una sorta di festival permanente cui hanno preso parte anche alcuni dei protagonisti della nightlife non solo italiana (vedasi Ralf e Carola Pisaturo), ma anche strettamente cittadina. “Talento, chiama talento”, questo il mantra che ha contraddistinto questo primo trimestre di vita che ha visto il Social Music City letteralmente fare il pieno di presenze (circa 60.000 partecipanti): un attestato di stima, evidentemente, proveniente non solo dalla clubscene cittadina, ma anche dalle decine di migliaia di turisti arrivati sotto la Madonnina per l’Expo. E molto, molto altro è in arrivo.

Condivisione quindi di momenti di festa, creatività, socializzazione, conoscenza e grande musica, ma mai di autolesionismo: in un periodo come questo, dove il tema sociale del consumo di stupefacenti e dello “sballo in discoteca”, ormai leitmotiv costante degli ultimi 20 anni, sembra essere tornato prepotentemente di cronaca alla luce soprattutto degli ultimi fatti di cronaca, Social Music City ha infine dedicato in questi 3 mesi, ben prima dello scoppio della “bolla mediatica” ampio spazio al tema delle droghe ed alla prevenzione non solo creando all’interno della struttura ampi spazi chill out per il relax, ma realizzando una serie di attività contro l’uso e l’abuso di sostanze ed incaricando l’Unità Mobile Giovani (che fa parte del progetto WelcHome finanziato dalla Regione Lombardia e realizzato dalle Cooperative: Lotta Contro L’emarginazione, Comunità Nuova Onlus, A77 Cooperativa Sociale, Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino e Fondazione Somaschi) di realizzare interventi di riduzione dei rischi e dei danni dovuti all’assunzione di sostanze (legali ed illegali) sia distribuendo materiale informativo sui rischi, effetti e danni delle sostanze, sia somministriamo gratuitamente alcol test e forniamo informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale, altro tema caldo tra i giovani (di cui non si sa mai abbastanza!).

Musica, società, urbanistica, prevenzione: su questi quattro pilastri, quindi, si basa il successo di questi primi 3 mesi firmati Social Music City vissuti intensamente, col cuore e con il cervello. In attesa di goderci la seconda parte di questo splendido percorso che in collettività la città sta affrontando, crediamo non ci sia niente di meglio di una galleria fotografica per rivivere assieme ogni singolo momento, respiro, battito, movimento ed emozione di quello che è significato per la città dal Primo Maggio Social Music City.

Un vento nuovo sta spirando a Milano. E vorremmo davvero non finisse mai, mai, mai, mai. #enjoythebar