Gunnar Haslam - Lebesgue Measures

 

Gunnar Haslam - Lebesgue Measures


Gunnar Haslam

Lebesgue Measures

Long Island Electrical System

LIES-066


published:

Febbraio 2016


 

Dedico il mio ascolto di oggi al nuovissimo “Lebesgue Measures” del produttore Gunnar Haslam uscito per L.I.E.S. Records, validissima etichetta di Brooklyn che da diversi anni seleziona e distribuisce frequenze elettroniche di estrema qualità. Gunnar Haslam ha abituato il suo pubblico a una produzione molto densa, sfornando dal 2013 ad oggi la bellezza di undici EPs e tre LPs - quest’ultimi realizzati per la label di Ron Morelli.

“Lebesgue Measures” appare come la continuazione di un percorso di ricerca e sperimentazione nel quale Gunnar riesce a catturare l’ascoltatore con atmosfere profonde, a tratti ricche di tensione, ritmi incalzanti e melodie ipnotiche.

Proprio una linea melodica apre il disco nel brano “Kungio Rises”, espressa magnificamente da un suono nitido e ficcante, che rimane stampato nella mente e ritorna spesso, con diverse sfaccettature, nel corso di tutto il disco, quasi come se ne fosse il filo conduttore; nell’incedere della traccia subentrano un kick potente e un basso profondo, a dare corpo e vigore, ottimamente intrecciati con le alte frequenze di clap e hats, mentre sul finale si dissolve lentamente lasciando spazio a “Nasturtium Leaves”: un pregiato interludio espresso da un tappeto di suoni e rumori viscerali e voci lontane, che contribuiscono a creare un’aura sospesa, la quale trova soluzione in “Anekantavada”, dove un oscillatore sulle alte frequenze è padrone della scena e si muove sopra ad un pad avvolgente, lasciando gradualmente l’attenzione dell’uditore alle voci che emergono sempre più marcate. In “Infinite and Cyclical” ritorna la sezione ritmica, con un utilizzo sapiente del delay sulle alte frequenze e una presenza piena e quasi arrogante del sub-kick che scandisce la cadenza del brano, su cui gira il synth riverberato, profondo e corposo. Giunti a metà del percorso sonoro incontriamo un secondo interludio, “Lemma 3_2”, caratterizzato da un ingombrante rumore bianco che alza la tensione ai massimi livelli, fino all’attacco di “Nonservo”: ritmata e incalzante che da 1’20’’ si inerpica su una linea acida, ripetitiva e trascinante che fa di questo passaggio, almeno fino a questo punto dell’ascolto, il più apprezzabile in un club. Scompare nuovamente la sezione ritmica e ritornano le sperimentazioni ambient in “Naukratis“, aprendo al percorso di “Reacle”, che si sviluppa in un sapiente intreccio tra un pad risolto in due accordi consecutivi e suoni a mezz’aria, pannati efficacemente da destra a sinistra, avviluppano e circondano lo spettatore per tutta la durata del brano. L’atmosfera si calma fino al silenzio che precede la closing track “Elaea” dalle incisive sonorità techno/electro, con la cassa dritta a 133 BPM e una punta acida particolarmente interessante, da proporre al pubblico del dancefloor, per far muovere i piedi sulle varianti ritmiche insistenti e sincopate.

Alla fine del nostro viaggio sonoro non possiamo mettere in discussione la qualità di questa produzione di Gunnar Haslam, che è riuscito con maestria a esprimere molti scenari elettronici diversi, pur utilizzando un gamma di suoni limitata, estremamente curata e di facile intuizione per gli ascoltatori. Nel complesso è quindi un album bilanciato e omogeneo, accattivante e coinvolgente in molti passaggi, sperimentale e ipnotico in altri. Senza dubbio un ottimo lavoro, sia di Gunnar Haslam che per la L.I.E.S. Records.

Giulio Donati