Mental Overdrive - Plugged (Expanded 21st Anniversary Edition)

 

Mental Overdrive - Plugged Reissue


Mental Overdrive

Plugged (Expanded 21st Anniversary Edition)

Rett I Fletta

RIF007CD


published:

27 Maggio 2016

 

Oggi si fa sul serio, mi arriva un album che ha segnato la storia della musica elettronica del Nord Europa, nello specifico quella Norvegese. Se oggi possiamo ascoltare e godere di artisti come Bjørn Torske, Röyksopp, Lindstrom e Prins Thomas, proprietario di Rett I Fletta, etichetta che si occupa della presente ristampa, è perché nel lontano 1995 un certo pioniere di nome Per Martinens ha intrapreso un viaggio nel brodo primordiale della musica elettronica.

Per Martinens è noto come Mental Overdrive e le sue produzioni sono state licenziate per anni, dal ’90 al ’95, sotto l’etichetta belga R&S; sono seguite altre uscite per Music Man (Robert Hood), Virgin e Love OD Communications, etichetta dello stesso Per Martinens. “Plugged” è il suo primo album e risale al 1995: un misto di techno, broken beat ed IDM, forse in quel periodo il termine IDM non era stato ancora coniato!

Il disco è composto da 9 tracce e si apre con “Spoing”: ritmi spezzati, il Juno 106 disegna melodie che ricordano Detroit, con il sole, ed un basso potente ed elettronico ci trasporta immediatamente dentro atmosfere alla Blade Runner. La seconda traccia s’intitola “Disto Disco” ed è percorsa dall’andamento dalla cassa dritta, ove compaiono nuovamente i synth aperti tipici della scuola techno detroitiana che ci accompagnano con chords e melodie supportate da una linea di basso scura e incalzante, una serie di colpi di crash, snare e hi-hat, che coadiuvano il ritmo e ci fanno ballare senza troppi indugi.
La classe è quella dei veri campioni, il disco non è mai scontato, così con “Higher” si continua a ballare in un incrocio di ritmiche e synth percussivi. La quarta traccia è “Please Hold On”, uno di quei pezzi che da soli potrebbero descrivere il suono degli anni ’90: psichedelica, onirica, soave, la batteria è nuovamente spezzata, si aprono chords spaziali, campioni di voci femminili vocalizzano in un sogno elettronico futuristico. “Child” è forse la traccia più tranquilla di tutto l’album con una lunga intro che fa pensare ad un pezzo senza ritmica, e anche nel momento in cui questa s’innesta nel suolo elettronico il clima non cambia di troppo: è piacevole all’ascolto, forse il giusto intermezzo prima di ripartire con i restanti brani. Con “Motorcity”, forse un omaggio a Detroit, torniamo a muoverci seguendo le orme di un incrocio tra deep house, elettronica e batteria incalzante, quasi jazz, ma assolutamente facile da ballare. Con “Phunkee” assaporiamo nuovamente i ritmi broken beat, colpi di basso elettronico incastrati tra i suoni della batteria, e sono gli anni ’90! Le due tracce più lunghe del disco sono “Moves” e “Jaz”, la prima è totalmente senza batteria ma l’arpeggiatore del synth riesce a dare una cadenza che farebbe ballare chiunque: metteteci una cassa sotto e creerete un pezzo devastante per tutti i dancefloor, in pieno stile Underground Resistance; la seconda ci riporta sul pianeta terra, un downbeat acido e progressivo ma assolutamente perfetto anche per uno spot televisivo.

Che dire? Qui non si è copiato nessuno, le macchine utilizzate per produrre il disco erano quelle originali i cui suoni sono tali da aver definito il genere elettronico. Questa sì, è elettronica pura, si sente l’ecstasy, si respira l’aria dei techno-freak che iniziavano a riempire i festival ed i mega-rave. Questa è musica!