Per chi dieci anni fa ha passato le notti dietro una scrivania chiuso nella propria stanza buia, cercando di partorire la traccia del secolo, rovinandosi i tendini dei polsi e gli occhi con diavolerie luminose poco costose e monitor di bassa qualità, non può non essersi mai imbattuto in quella che venne definita dagli amanti degli scantinati “la piattaforma dall’allure più underground e clandestina mai realizzata”, creata appositamente per uplodare da chiunque musica alternativa intervallata da cortometraggi artistoidi e deliranti.
Stiamo parlando del canale YOS, partorito nel 2005 da una costola rivoluzionaria di MTV Italia, sviluppatosi poi in Flux nel 2006 per trasformarsi in QOOB TV sempre nello stesso anno.
Per sintetizzare, era una social network digitale ed educativo ad ampio spettro e senza confini, una scatola di contenuti che spaziava dai Documentari agli MP3, dai Cortometraggi ai Videoclip; il tutto perfettamente organizzato in un flusso omogeneo e diretto. Ogni utente poteva uploadare le sue produzioni e chiedere ad altri professionisti del network di interagire con la propria creazione, utilizzando le proprie doti grafiche, o semplicemente apportando nuove idee per collaborare insieme ai numerosi contest indetti tramite la piattaforma.
Per citare alcuni progetti usciti dalle menti degli utenti che affollavano l’universo QOOB troviamo i video musicali realizzati per Gossip, Jovanotti, Giardini di Mirò, Verdena, Digitalism, Ellen Allien, Ok Go e molti altri. Ma anche progetti alternativi e didattici come Celebrity Desktop, Wannabe a Filmmaker, My Name is Eloquens e lo straordinario The Andy Milonakis Show: una sorta di parentesi comico - demenziale in cui il protagonista interpreta un adolescente newyorkese alle prese con situazioni ai confini della realtà.
Sfortunatamente però, essendo un’interfaccia troppo intuitiva e ben fatta per durare nel tempo, QOOB nel 2009 chiude per questioni legali / burocratiche, e nel 2010 fa svanire come fossero stati risucchiati da un buco nero anche tutti i contenuti presenti sul web, lasciando migliaia di cybernauti soli, con quella nostalgia senza rimedio e con lo sguardo vitreo degno di un più comune abuso di Xnx.
Ma noi di Tsinoshi Bar cercando nel Web ci siamo accorti che in realtà, fortunatamente, non è andato tutto perduto e che tra le creazioni di quegli anni si è salvato proprio uno dei progetti più interessanti generati dalla mente di uno dei suoi utenti, Giorgio Sancristoforo AKA Tobor Experiment.
Stiamo parlando di Tech Stuff, una serie documentario dedicato ad alcune creature insolite, una decina di puntate su tecniche, artisti e strumenti dal bizzarro mondo della musica elettronica, non solo spiegando la nascita di strumenti come il Theremin, il Moog e l’origine della Musica Generativa, ma riportando anche alla luce alcuni piccoli estratti delle attività degli Studi di Fonologia RAI di Milano registrati tra gli anni ’50 e ’70.
“Tech Stuff ”, manuale video di musica elettronica divenne un libro ed un DVD, distribuiti da Isdn Edizioni sotto la supervisione del gruppo “Il Saggiatore”, diretto da Massimo Coppola (Brand:New, Pavlov, Avere Ventanni ecc.)
Insomma, uno dei progetti più interessanti di quegli anni ve lo riproponiamo oggi, dopo molti anni dalla sua nascita, poiché oggetto raro che ha affascinato tanta gente come noi, e ancora lo fa tramite il canale Youtube bizzarrieelettriche, che raccoglie tutte le puntate.