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Club To Club nella BUKA presents Oneohtrix Point Never + Actress
26 febbraio 2016 - 23:00 | 27 febbraio 2016 - 05:00
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Club To Club sbarca a Milano. A ben vedere non è nemmeno il modo corretto d’iniziare quest’articolo, considerando gli eventi passati, le forze in gioco questo weekend ed i fatti in divenire nei prossimi mesi, ma tant’è, di fronte alla Verità c’è solo da abbassare il capo.
Club To Club invade la Buka, questo è l’incipit corretto. O forse no, forse sarebbe meglio dire “Club to Club va in Buka” e porta per l’occasione negli ormai consueti spazi dell’Ex-Cinema Aramis / Striptease dei carichi pesanti da “bene, bravo, 7+”, di quelli che, tutti insieme in una notte, nel nostro stivale non si vedono in fondo tanto facilmente. Anyway, facciamo ordine, forse è il caso.
Club To Club e Buka presentano Oneohtrix Point Never: non certo una new entry dalle nostre party (chi c’era a Torino a Novembre sa perché -e non è un errore, quel “party”, n.d.r.), ma sicuramente uno di quegli artisti che, al netto di tutto, vale la pena di sentire e vedere live ogni volta possibile. Il colpo di teatro è sempre dietro l’angolo: capacità, quest’ultima, che diventa davvero un plus se consideriamo il semi-piattume concettualmente cervellotico della scena elettronica musicale degli ultimi tempi. Daniel Lopatin è musicista, compositore e produttore. Daniel Lopatin è uno sperimentatore di ritmi, di suoni, di porte da aprire e muri da sfondare a suon di esagerazioni, di ipertrofia musicale, di forzature soniche all’insegna della potenza e dell’ipnotismo, tra melodia e rumore, tra luci ed ombre, tra lampi ed immaginari di lotta armata fino a lambire territori e viste panoramiche da pace dei sensi. Fondatore dell’etichetta newyorkese Software Recording Company, ha pubblicato il suo settimo album, “Garden of Delete”, per la Warp. Inutile dirvi se è stato o meno un successo, no?
Club To Club e Buka presentano anche Actress: non pretendiamo che capiate Darren J. Cunningham, né tantomeno che lo apprezziate, pretendiamo però di farvi presente che di personaggi così, eclettici, ma d’impatto, anarchici ed allo stesso tempo così ben inseriti nel “biz” della scena elettronica 2.0, in giro oggi ce ne sono davvero, davvero, davvero pochi. Quattro album, un viaggio andata e ritorno nel Nero Antro: “Hazyville”, “Splazsh”, “R.I.P.” e “Ghettoville” rappresentano simmetricamente 4 parti di un unicum reale che fa del produttore di Wolverhampton uno dei vati odierni di quella splendida arte che lega immaginario e vibrazioni, in un vortice meditativo e introverso che passa anche dalla sua etichetta, Werkdiscs, e dai mille remixes rilasciati in poco meno di 10 anni. Assieme a Oneohtrix Point Never, quello che si preannuncia come il piatto principale del weekend non è assolutamente per deboli di stomaco.
Club To Club e Buka guardano oltre le Alpi, ad orizzonti lontani, ed anche a Casa Nostra, in Italia, dove il panorama si è nel corso dell’ultimo lustro incredibilmente sensibilizzato: così capita che in una notte, a Milano, in un ex strip club, tutti insieme vi possiate trovare i soundscape digitali e le percussioni materiche dei “men from Riviera” Primitive art, gli sperimentatori romani, tra teatro e club, di LSWHR (che tante volte abbiamo incontrato da queste parti) e la efficace genialità di Hencote/ Henkot, gente che, tra UV e Macao, ha ancora il tempo di firmarsi come realtà che “non è né una ricorrenza né un luogo, ma una luce stroboscopica che riverbera tra la notte e l’alba”.
Tanta roba, tanta, tantissima roba. Ma quant’è bello avere l’imbarazzo della scelta? #Enjoythebar.