Il caos scaturito dal vaso di Pandora in questo 2013 sembra abbia cancellato qualsiasi tipo di stella Polare o Vega presente nel firmamento. Tante sono state e, speriamo noi di Tsinoshi, tante saranno le uscite “clubbing” ed elettroniche degne di farci dimenticare problemi piccoli e grandi che quotidianità e telegiornali (Letta? Alfano? Pippo Baudo? Carrà?) ci propinano.
Siamo di fronte a fenomeni di natura diversa, se guardiamo ai fatti con occhio di più ampio raggio. Four Tet con la sua Techno, Machinedrum anglosassonicamente immerso nella D’n’B, Trentemoller che tende verso una Melodic-IDM ed ancora gli Autechre che producono dark-ambient / Techno sono condimenti troppo variegati che nel piatto della scena musicale 2.0 si confondono: al terzo boccone sei fatto come un cavallo e hai perso tutte le tue papille gustative. Idem per la clubbing scene: tante opere diverse per struttura, genere, finalità e ispirazione, tutte condensate nel nostro cervellino da voraci ascoltatori che però, con l’avvicinarsi della fine dell’anno, ora come ora comincia a non starci più dentro.
Da questo marasma che assomiglia ogni giorno di più all’universo in espansione di Hubble si salva l’House Music, che nell’underground di Chicago sembra aver ritrovato (una volta di più) una casa nuova e interessante nell’Acid, dimenticata tra i binari della metro sin dagli anni 80, usata ed abusata nella techno e tornata negli ultimi anni ad una nuova ed intensissima vita.
Là, a ricostruire per intero la linea “classica”, sono operanti Murphy Jax, in un angolino desolato Gemini, il buon Willie Burns e tanti artisti che noi di Tsinoshi Bar abbiamo già trattato insieme a voi.
A loro oggi si aggiunge un altro nome importante e “nuoverrimo”: Innershades, un ragazzino di cui non si sa alcunché se non la sua provenienza, il Belgio, e che più o meno verso Aprile di quest’anno ha releasato per l’etichetta ucraina Wicked Bass un’EP, “That Girl”, accompagnato da due giustoni come Locked Groove e Vakula.
Poche e confuse informazioni, insomma. Un po’ come per il conto in banca di Epifani e Prodi, ma non divaghiamo.
Dicevamo, Innershades; Il suo “No Stopping EP”, uscito più o meno un mesetto fa, è la chiave per rendere il movimento Acid perpetuo, il motore definitivo per la nuova linea. Il carattere dell’intera uscita è deciso: lodevoli le melodie acide disposte accuratamente su imperterriti ritmi di cassa e batteria, il tutto interpretato prima in chiave house midtempo, come in “Nina at the Boiler Room”, poi dub con “No Stopping” ed infine in chiave puramente house come in “The Future”.
Un EP completo e ben riuscito, deciso e arrogante, pazzo ma razionale, esattemente quello che ci si aspetta da un uscita firmata Crème Organization, casa e vera “loggia massonica musicale” che può vantare tra le sue fila gente come Orgue Electronique, J.T.C & D’Marc Cantu (singolarmente e come 2 AM / FM), Basic Soul Unit, John Heckle, Legowelt, Simoncino e moltissimi altri.
Convince in modo deciso, questo ragazzo, almeno quanto una Tombstone Piledriver di Undertaker. Cazzo se è decisa quella!
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