LFO live @ Traffic Free Festival: la storia passa (ancora) da Torino


Decima edizione per il consueto appuntamento di fine estate con il Traffic Festival di Torino, evento musicale fruibile gratuitamente che da anni ospita artisti di grande spessore nell’enorme ventaglio che tocca l’ambito del rock e dell’elettronica: Iggy Pop, Lou Reed, Tricky, Subsonica, Daft Punk, Aphex Twin, New Order, Primal Scream, LCD Soundsystem, Orbital sono solo alcuni dei nomi che hanno cavalcato perentoriamente i palcoscenici ai piedi della Mole Antonelliana, dando vita a spettacoli magnifici ed indimenticabili.

Anche quest’anno la direzione artistica composta da Max Casacci, Alberto Campo e Fabrizio Gargarone ci ha regalato nomi di validissima caratura, dilazionati in quattro date, quali Afterhours, These New Puritans, Hudson Mohawke, Jets (Machinedrum & Jimmy Edgar). Noi di Tsinoshi Bar abbiamo seguito il live nella serata conclusiva del 31 agosto che ha ospitato uno degli artisti più influenti della scena elettronica degli ultimi vent’anni: stiamo parlando di Mark Bell, in arte LFO, uno degli antesignani dell’IDM.
Illo tempore LFO era nata come una creatura bicefala formata da Mark Bell e Gez Varley nel 1987, dissoltasi poi nel 1996; Mark ha successivamente mantenuto il marchio continuando nelle sue produzioni, collaborando anche con artisti di fama mondiale quali Bjork e Depeche Mode.

Fin qui la fredda cronistoria…Ora passiamo ai fatti!

Quando il superstite LFO sale sul palco il pubblico esplode con un roboante boato. Non capita tutti i giorni di poter assistere ad un suo live, e questo la gente lo sa, cominciando a pregustarsi, quindi, uno spettacolo che rimarrà indelebile.
Lo scenario è quello postindustriale dei cantieri OGR (Officine Grandi Riparazioni), un bellissimo e suggestivo spazio riqualificato appositamente per ospitare eventi, composto da più sale in cui si sono succeduti nelle esibizioni diversi dj durante la serata.
La prima parte del live segue delle traiettorie sperimentali di matrice noises nelle quali suoni acidissimi e roboanti si accompagnano a distorsioni geometriche che ricordano gli artisti di casa Raster- Noton, il tutto condito da immagini psichedeliche che molto probabilemente avrebbero fatto gola anche al più fervente Aldous Huxley.


La seconda parte è un mix tra atmosfere groove e ravey: l’acid-house di LFO scatena impulsi primitivi in pista mantenendo nelle connotazioni del visual una connotazione lisergica, allucinogena, aprendo così le “porte della percezione”.
Il momento chiave del live arriva quando Mark Bell fa partire la celeberrima “LFO”, traccia che richiama il nome del gruppo; futuristica con i suoi bleeps acuti e archi iper-spaziali. In un attimo manda il pubblico in estasi, un tappeto di braccia si leva al cielo armato di smartphone in mano per immortalare il tutto.
Chiusura a bomba con la base furiosa di “Declare Indipendence” di Bjork, un crescendo di beats in salsa techno-rave da iperstimolazione nervosa, fibrillante e irrequieta.
Una serata sicuramente da ricordare per gli appassionati dell’Intelligence Dance Music nella quale si è potuto assistere al live di un gigante dell’elettronica che purtroppo non si presenta molto spesso in territorio italiano. Un ringraziamento sincero va quindi agli organizzatori del Traffic, sperando che l’anno prossimo, visti i noti problemi di budget, possa ancora sopravvivere per regalarci ancora tanta ottima musica ed eventi di questa portata.
Traffic live!!