Marcman, “Umiltà: In fondo siamo tutti esseri umani”

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Iulian Moldo ne ha fatta di strada da quando, a 15 anni, decise che la musica sarebbe diventata molto più di una semplice passione. Iulian è bravo e sa far ballare: diventa Marcman, comincia a mettere i dischi, s’avvicina alla produzione musicale e magicamente esplode. Fine del riassunto; o meglio, fine del riassunto del prologo, dell’incipit di una storia appena iniziata ed ancora tutta da scrivere.

Una storia iniziata con The Factory, etichetta di Hector Moralez, e proseguita sotto l’ala protettrice della Flatpack Traxx di “Mr Glasgow” Craig Hamilton per poi esplodere con una serie di release usate ed abusate da mezzo mondo del dancefloor. Esperanza, Savor Music eppoi la prima release in vinile sulla Bass Culture di D’julz. Impossibile non ballare, impossibile non riconoscere lo stile di Marcman, fusione mistica tra la raw house 90’s style e la deep-minimal di stampo romeno d’inizi 2000.

Felipe Venegas e la sua Drumma Records colgono le capacità e la forza dei progetti di Iulian, stampando la seconda uscita vinilica firmata Marcman. Inutile dirvi che è un successo totale, successo che non accenna ad arrestarsi anzi cresce release dopo release: Monique Musique e Paragram sono solo le ultime due, grandi etichette che decidono di affidarsi alle mani sapienti di questo giovane talento che, dalla romania, è diventato piano piano un fenomeno internazionale.

Nel vorticoso crescere di Marcman c’è spazio anche per una serie di gigs e date in giro per i club di mezza Europa ed un uno split, “Magiun / Visions”, uscito spalla a spalla con Sasha Dive sulla leggendaria etichetta deep Love Letters From Oslo, supportato da gente come Jorge Savoretti, tINI, Ricardo Villalobos, Petre Inspirescu e Raresh.

Alla luce di tutto questo, Il titolo di quest’articolo ha un peso specifico ancora maggiore, soprattutto se lo consideriamo, amici di Tsinoshi Bar, per quello che è, ovvero l’estratto di un affermazione fatta da Marcman stesso nell’intervista qui sotto.
Ascoltatevi il podcast che ci ha concesso settimana scorsa e godetevi l’intervista, realizzata in collaborazione con gli amici del collettivo “Why not?”, come sempre davvero disponibili. Leggetela, Merita davvero.

 

\\\\\ Marcman, benvenuto su Tsinoshi Bar. Partiamo da lontano, parlaci della tua vita extra-musica. Sappiamo che sei uno studente di medicina, vero?Non deve essere facile conciliare un corso di studio cosi pesante con produzioni, release e gigs in giro per l’europa..

Ciao! Producevo musica prima ancora di iniziare a studiare farmacia, quindi non è stato difficle per me combinare studi universtari e musica. Sulla mia vita fuori dalla musica, beh, vi posso dire che amo andare in palestra, giocare a caldio e camminare, sempre circondato dagli amici.

\\\\\ Ricordi la tua prima esperienza musicale? Ricordi il genere? Qual’è stato invece il primo contatto con la musica elettronica?

Certo che me la ricordo! Mia madre aveva un sacco di vinili vecchi ed era mia abitudine sentirli su un vecchio giradischi che avevamo in casa. Mi piaceva molto, della collezione, la parte della musica “spaziale”. Il primo contatto con la musica elettronica avvenne quando avevo 13 anni o poco più. Non ricordo bene come mi venne l’idea di andare in un club della mia città. Stava suonando Raresh.

\\\\\ Quando hai deciso di diventare dj? È nato prima il Marcman “dj” o il Marcman “producer”?

Non ho deciso di diventare un Dj. A me piaceva suonare la musica, semplicemente. Marcman “DJ” è nato quindi sicuramente per primo. Nel mio percorso musicale ho sentito un sacco di musica e cosi tanti generi, tutto per poter creare uno stile mio.

\\\\\ Hai debuttato a livello internazionale su Flatpack Traxx, label della leggenda made in Glasgow Craig Hamilton. Raccontaci com’è nata quella release e raccontaci del tuo rapporto con un grande artista come Craig Hamilton.

In realtà la mia prima uscita a livello internazionale fu per la labe “The Factory” il cui proprietario è Hector Moralez. Dopo di quela ho releasato per Flatpack Traxx. Craig è davvero una persona divertente con la quale si può scherzare sempre su tutto…ed è anche un ottimo produttore! Queste due release mi hanno aiutato molto nell mio percorso di crescita “discografica” verso etichette più grandi.

\\\\\ Le etichette però che ti hanno fatto esplodere sono sicuramente Bass Culture (D’Julz ha sempre avuto l’occhio attento verso i nuovi talenti) e Drumma, label di proprietà di Felipe Venegas. Due artisti di livello mondiale, come Hamilton….

Si, Bass Culture fu cruciale per me. Non potrò mai dimenticarla perchè è stata la mia prima uscita in vinile. Impazzii di gioia quando D’Julz accettò le mie tracce perchè è un grandissimo dj e producer. “Oil EP” invece, su Drumma, fu davvero un grandissimo successo che vendette ben 1000 copie!

\\\\\ Poi è uscita “Magiun”, traccia releasata su Oslo assieme a “visions” di Sasha Dive. Raccontaci com’è nata questa traccia e com’è andata con Oslo.

Jorge Savoretti mi aiutò ad entrare in contatto con Federico Molinari. Gli piacque subito Magiun ed altre 2 mie tracce che decidemmo di releasare come bonus nella digital release. Circa come nacque quella traccia, beh, volevo semplicemente creare qualcosa più “drive”, dritto e dal gusto house, con un bel basso sporco sotto.

\\\\\ Il 2013 è stato l’anno della consacrazione definitiva: uscite su Monique Musique & Paragram, dj set in tutta europa…Marcman è diventato un colosso! Come si diventa “grandi” e cosa c’è dietro la tua crescita?

Penso di essere cresciuto cosi tanto perchè ho lavorato molto: è importante essere sempre umili perchè non importa chi sei, siamo tutti umani (ride, n.d.r). Tutto è stato così veloce che non ho potuto realizzare appieno quanto sono cresciuto. Sicuramente il 2013 è stato un anno importante per me fino ad ora e credo proprio lo sarà fino alla fine (ride n.d.r)

\\\\\ Parlaci del tuo dj set (podcast). In base alle tue sonorità e alle tue sensazioni, preferisci suonare nei club piccoli o sui grandi palchi? Qual’è il locale dove ti sei trovato meglio? E la festa piu pazza?

Non seguo regole quando faccio i podcast, meno ancora quando suono live. Suono solamente quello che mi piace e sono sicuro che è fondamentale lo spirito che ci metto quando suono, prima ancora di tutto il resto. Ho amato quindi davvero tutti i parti ai quali ho suonato, anche se il party più pazzo l’ho fatto a Londra. Non fatemi scegliere! Adoro sia i club piccolo che i grandi palchi!

\\\\\ Come ti approcci alla produzione? Quali strumenti usi? Cosa pensi del rapporto Analogico vs Digitale nella produzione? E nel djing come vedi il rapporto vinile vs mp3?

Non ho l’abitudine di usare molte macchine nella produzione delle mie tracce. Sicuramente l’analogico ed il vinile sono i “Re” della musica sicuramente gli artisti che releasano digitale non sono peggiori di quelli che releasano solo vinile. Il vinile credo sia qualcosa di speciale per tutti gli appassionati di musica, credo.

\\\\\Progetti per il futuro?

Progetti…ne ho sicuramente alcuni. Il prossimo anno sarà davvero importante per il mio futuro nel mondo della musica elettronica. Dipenderà tutto da come le cose si evolveranno!

Tsinoshi Dj Podcast #8: MARCMAN (Love Letters From Oslo / Monique Musique / Bass Culture - Romania) by Tsinoshi_Bar_Streamradio on Mixcloud

 

English Version:

\\\\\Marcman, welcome to Tsinoshi Bar. Let’s start this interview from the very beginning, talking about your “extra-musical” life. We know you study medicine: we suppose it’s not so simple combining production, releases and gigs all over the europe…

Hi! I was producing and playing before starting Pharmacy so it wasn’t so hard for me to combine studying with music. It’s always a pleasure for me when it’s about music. About my life outside music I can tell you I love going to gym, play football and walk, always surrounded by friends.

\\\\\Do you remember your firs musical experience? Do u remember which was the first musical genre u ever listen? Which was your first contact with electronic music?

For sure I can remember. My mother had a lot of old vinyls and I used to listen to them on an old deck. I liked a lot spatial music from those vinyls. The first contact with electronic music was when I was about 13. Don’t know how I managed to go to a club in my town where Raresh was playing.

\\\\\When did you decide to become a Dj? Marcman Dj & Producer: which one was born the first?

I didn’t decide to be a DJ. I was just in love about playing music.Marcman “dj” was the first one. I listened to a lot of music and many genres to create my own style.

\\\\\Your debut release was on Flatpack Traxx, label owned by the legend “made in Glasgow” Craig Hamilton. Tell us the story behind that release and explain us how was your “relationship” with an artis like Hamilton.

Actually my first internationally release was on The Factory label owned by Hector Moralez. After that I released on Flat Pack Traxx. Craig is a very funny guy with a lot of nice jokes about everything and also a cool producer. Those 2 first releases helped me a lot on my way to other big labels.

\\\\\You achieve success passing through two big labels such as Bass Culture (D’julz always has a good eye for new talents) and Drumma, label owned by Felipe Venegas. D’julz & felipe, two big artist, as Hamilton….

Yes, Bass Culture was curcial for me. I will never forget it as it was my first vinyl release. I was really happy when D’julz accepted me because he is a huge DJ and producer. “Oil EP” released on Drumma records was a big success selling 1000 vinyl copies.

\\\\\Then there was “Magiun”, track released with “Vision” by Sasha Dive on Love Letters From Oslo. Tell us how that track was born and what’s behind that release on Oslo.

Actually Jorge Savoretti helped me to get in contact with Federico Molinari. He liked “Magiun” imediatly and other 2 tracks that we decided to release them as a bonus for digital release. About how the track was born, I wanted to make something more drive and housy with a dirty bassline.

\\\\\2013, the year of the explosion: releases on Monique Musique and Paragram, gigs all over the Europe….Marcman is now a big name in the european underground scene! How, in your opinion, an artist could become “big” and what’s behind your artistical growing?

I think I raised because I worked a lot. It’s important to be humble no matter who you are because we are all humans (he laughts n.d.r). Things moved so fast I didn’t realise I am growing. Indeed 2013 was very important for me and it’s important till the end.

\\\\\Let’s talk about your Tsinoshi Podcast. Focusing on your sound and your feelings, do you prefere playing in small clubs or do you prefere maybe big scenarios like festivals? Which is the best club you’ve ever seen? Which is the craziest party you’ve ever made?

I have no rules when I make podcasts and when I play live. I just play what I like and for sure it’s very important the mood I am in. I loved all the parties where I played, in London was the craziest party I every played at. As about the clubs I like both small and big.

\\\\\How do you approach the “producing” side? Which instruments do you use? What do you think about the dualism Analog vs Digital, talking about producing and also djing (vinyl vs mp3)?

I’m not using so many machines for productions. For sure Analog and Vinyls are the kings but that doesn’t mean the artists that are releasing digitals are not good. Vinyl it’s something special for everybody I think.

\\\\\Last question: future plans and projects?

Plans…obviously I have some.The next years will be important for me in the music industry. Depends on how things will go furtherer.



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