Tranquilli, amici di Tsinoshi Bar, non ci sono errori di battitura. SHXCXCHCXSH non è un codice segreto o una composizione fonetica di una nuova lingua indoeuropea; è semplicemente il nome di un duo svedese la cui identità dei componenti parrebbe ancora sconosciuta, navigando così nel mare del più completo anonimato.
STRGTHS è il loro tanto nuovo quanto impronunciabile album pubblicato dalla casa discografica Avian. Il leivmotiv del “nonsense” prosegue anche nei nomi dati alle tracce, lettere affiancate in maniera quasi casuale e che non lasciano spazio ad alcuna comprensione se non qualche accenno a parole dal suono duro, ruvido. Scelta probabilmente non casuale: viste le sonorità cupe e fosche che contraddistinguono il gruppo, il titolo “STRGTHS” è logico pensare sia un riferimento alla parola “Straights”, letteralmente “dritto per dritto”, indicando a dovere la direzione da prendere se si vuole procedere all’esplorazione dell’insondabile.
Modalità di ascolto dell’album? Provate a recarvi in una zona in cui vi sono dei siti archeologici industriali, tra fabbriche decadenti e metallo arrugginito, tra calcinacci e frammenti di vetri in cui specchiarvi. Oppure chiudetevi in una stanza altrettanto fatiscente con la sola luce dei neon a illuminarvi il viso e predisponetevi all’ascolto e alla danza.
Sette tracce di pura dark techno di origine edm, sulfurea e introspettiva, quasi claustrofobica. Si comincia con i vellutati e nostalgici drones di “SLVRBBL”, accompagnati da canti di sirene post-moderne che ci portano a un tipo di techno che strizza l’occhio al trip-hop ,per poi passare alla seconda traccia “LTTLWLF” che ricorda molto le atmosfere create da Burial, caratterizzate da bassi profondi e tenebrosi.
Le restanti tracce sono un trionfo della techno industriale: cadenze ritmiche ripetitive e martellanti, noises inquietanti sospendono beat acidissimi e ruvidi che scalfiscono la pelle, sonorità gelide e ferrose che immobilizzano i sensi. Carne e leghe metalliche sembrano fondersi in un ibrido post-human che danza grottescamente con la testa bassa, ad occhi chiusi, in uno stato di completa alienazione, apatico e lontano dal mondo.
STRGTHS è la formula di una danza dell’imperscrutabile, un album profondo e affascinante che vi raschierà fino all’osso, potete starne certi.
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