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BOOM
When In Rome
LBL
unknown
published:
Febbraio 2016
BOOM è la liaison musicale tra Giovanni Guidi, talentuoso pianista umbro già membro di diversi e interessantissimi progetti musicali che spaziano nell’infinito orizzonte musicale del jazz, e Raffaele Costantino, conduttore radiofonico, DJ, produttore e consulente artistico dall’esperienza e conoscenza musicale profondamente immersa nella cultura africana, nell’hip-hop sperimentale e nell’elettronica.
“When In Rome” è la prima produzione del duo ed è un disco particolarmente interessante per gli spunti di riflessione forniti dalla qualità artistica del progetto e perché rappresenta la prima uscita di LBL: nuova realtà creativa di belle promesse e prodotto italiano dalle solide basi culturali. Per far si che le promesse si trasformino in fatti, la prima produzione musicale è questo “non-concept album” - concedetemi il termine - registrato prevalentemente dal vivo che lascia spazio alla spontaneità espressiva dei due protagonisti e che precede il lavoro che i due stanno ultimando.
L’incontro tra musica jazz e produzione elettronica non è una novità, qualche anno fa ha regalato, per esempio, un album di notevole pregio come “Duo” a firma di due grandi artisti quali Bugge Wesseltoft ed Henrik Schwarz - anche in questo caso un estroso pianista e un raffinato produttore di musica elettronica.
Detto delle notevoli qualità degli interpreti di questo album mi sembra opportuno solo accennare ai pericoli nascosti nelle pieghe della musica di matrice jazzistica che spesso sfugge per sua natura alle definizioni e che induce – a mio parere – sensazioni non sempre oggettive e, viceversa, decisamente cangianti a seconda dell’indole e della sensibilità di chi ascolta; e proprio l’impossibilità di definire compiutamente questo disco mi pare la più notevole delle particolarità da esso espressa.
“When In Rome” è composto di sette tracce caratterizzate dall’estro dei due artisti che dialogano tra loro con i rispettivi strumenti espressivi in una sorta di koinè rappresentata dall’improvvisazione jazzistica e questo è tanto possibile per il pianoforte di Guidi quanto per la strumentazione utilizzata da Costantino. Complessivamente si tratta di questo: un serrato disporsi di espressioni sonore guidate dai due protagonisti della scena in un intreccio tanto curioso quanto sorprendentemente piacevole per i suoi esiti.
“First Track On Napster” apre l’album e colora l’ambiente di suoni caldi e ritmiche avvolgenti che preparano l’ingresso di “Breaking a Production Line” che taglia la metrica della prima traccia con tagli di colore argento e con improvvisazioni danzanti sulla tastiera di Guidi. Con naturalezza “Production Line” sgambetta l’ascoltatore in una nuova dimensione nella quale l’estro pianistico si mette al servizio di un ritmica più corposa con vivi accenti e percussioni che traducono il mondo ideale della musica africana portata in dote da Costantino. “Piano Extremist” e“Compass” sono due pregiatissime cesure all’unità del disco - sorprendente parlare di unità per un disco che nasce nell’improvvisazione! - che rispettivamente introducono a “Black Punk Out Of a Jazz Club” e “Corleone’s Anesthesia” che confondono un po’ le acque e i pensieri distogliendoci dalle vibranti atmosfere assaporate nelle rispettive introduzioni per riportarci alla realtà del disco che nella quinta e settima traccia rivela tutto il potenziale espressivo dei protagonisti nei reciproci medium strumentali.