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Amnesia Scanner
AS
Young Turks
YT151
published:
25 Marzo 2016
Da poco archiviato LEXACHAST, il progetto audiovisivo realizzato insieme a Bill Kouligas (PAN) accompagnato dalle immagini di Harm van den Dorpelche che elevano il tutto ad un’opera concettuale fortemente contemporanea, ritornano su Young Turks gli Amnesia Scanner: duo di Xperienz Designers, con sede a Berlino, che si nutre di un ingente campionario frammentato e disturbato, tra l’alta definizione ed errori di scansione della nostra quotidianità digitale, molto vicini a Holly Herndon con la quale hanno collaborato, nonché all’opera di tutti i militanti della nuova scena dei virali elettronici, anche per i trascorsi di serate a nome Janus, come Lotic, HVAD e M.E.S.H..
In “AS”, acronimo del duo ma anche un “come essere” ipotetico che diventa titolo per ogni traccia, viene meno la presenza di Bill Kouligas, quindi la pretesa di un’opera multimediale totale, per una restituzione in sei tracce legate ad un breve minutaggio, ma libere di affastellare ingenti quantità di rimandi più vari, anche al loro “Angels Rig Hooks”, seppur mai così ad appannaggio di un’utopica comunità da club da intrattenere e sconvolgere. Sì, perché ogni secondo di “AS” è dilettevole eppur disturbante, turbinio sonoro minaccioso pronto ad eludere i nostri sicuri firewall, già dall’iniziale “AS Gardens Need Walls” che riprende proprio le sonorità accelerazioniste di Holly Herndon, “AS Chingy” che tende a virare ad un colorato campionario tra high pitch e high tech d’area bubblegum alla SOPHIE, “AS Crust” ammortizzata da una trap digitale, ideale aggiornamento dell’amore a tempi di Zomby evocato anche, con echi di Burial, in “AS Atlas” con il suo pizzicato ancora più orientale, come piace al glitch hop futurancestrale di Arca o ai medievalisti grime; e ancora, spazio a trance pointillistic alla Lorenzo Senni, “AS Wood Gas”, e finanche detriti rave della big beat in “AS Want It”.
I misteriosi Amnesia Scanner insieme a molti altri producer stanno lentamente intaccando tutte le etichette con le loro sonorità virulente, tra l’accentuazione degli aspetti politici e quelli invece apparentemente più edonici. Un medium musicale arricchito da un intenso corpus immaginifico, secondo l’incognita indole di Xperienz Designers, proprio a partire dalla cacofonia di output generati dalla periferica ottica del sito ufficiale e le disturbanti esperienze videografiche; come quella in prima persona nel club terrorifico di “As Chingy”, a cura di Sam Rolfes, o lo sconfortante loop di “AS Crust”. Un fare che, in relazione anche a “LEXACHAST”, ricorda molto l’approccio concettuale della coppia Oneohtrix Point Never e Jon Rafman, restituendo preziosi elementi per decifrare la proposta degli Amnesia Scanner o mere distrazioni pretestuose. Qui intanto, e semplicemente, la loro proposta musicale definitiva.