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Bill Converse
Meditations/Industry
Dark Entries
DE-103
published:
Gennaio 2016
Registrato in presa diretta su nastro senza l’aggiunta di sovraincisioni e uscito in cassetta per la Obsolete Future Records nel 2013, l’esordio di Bill Converse è stato intercettato dalla Dark Entries che ha ben visto di dedicargli una ristampa in vinile. Di Converse non sappiamo granché: nato a Lansing, Michigan, si trasferisce in Texas nel ’98 e da lì affina le sue doti da dj e producer, giungendo a conquistare la L.I.E.S di Ron Morelli che gli affida la regia di uno splendido podcast.
Non avendo grandi informazioni sul personaggio possiamo dedicarci totalmente alla musica contenuta in Meditations/Industry: sette tracce per poco più di 40 minuti che si rifanno prevalentemente alla techno acida dalle tonalità più cristalline.
Un arpeggio umido di TB303 giocato sulla modulazione di frequenza punteggia l’incipit di “Inward Fathoms”, seguito nelle sue reiterazioni da due note due di violino; la seguente “Sea Bering” già dal titolo richiama neanche troppo sottilmente atmosfere subacquee di drexciyana memoria, tra bolle sintetiche e onde quadre.
“Phantom Pain” e “Between Electrons” sono paesaggi electro dai risvolti sinistri, mentre la title-track si riposiziona su toni più rassicuranti, quasi giocosi, domando la 303 e plasmandola sino a farne scaturire sonorità dalla limpidezza ambient; la paletta dei colori - freddi, ma ben accesi - si mantiene pressoché invariata in “In Love/With Light”, mentre la chiusura viene affidata all’irrequietezza di “30.26367, 97.77082”, che distrattamente potrebbe richiamare un primo Four Tet filtrato Detroit.
Una prova convincente in definitiva, che non brilla per originalità ma che si sviluppa piacevole e senza inghippi lungo la sua durata. Il rischio è quello di non lasciare il segno, rischiando di lasciarsi scivolare come mero sottofondo, ma se si considera com’è stato concepito l’album in sé non possiamo che nutrire buone speranze e guardare con attenzione e curiosità alle prossime mosse del producer americano.