”I’ll just try to stay busy”: intervista a Patrice Scott, owner di Sistrum Recordings

Il Tempio della Techno milanese, ecco che cos’è diventato il Dude. Venerdi apre il fine settimana e noi siamo li per celebrare il settimo compleanno di Privat, storico party milanese che sembra aver trovato nel club di Via Plezzo a Milano una casa su misura al proprio stile.

Ci avviamo con calma, senza fretta: la line up della serata prevede Virginia ed il live degli Skudge, quindi sappiamo già che avremo tempo e modo di scuoterci a modo. Oltre che per la festa, però, noi di Tsinoshi Bar si va li per intervistare Patrice Scott, Dj & Producer di Detroit nonchè owner di Sistrum Recordings, anche lui tra i protagonisti del Birthday Party più techno della città.

Ci ha scelto lui, Patrice stesso, come suoi interlocutori per fare due chiacchere direttamente al party, subito dopo il suo dj set che, tra parentesi, non fatichiamo a dirvi che è stato devastante, trascinante, quasi ipnotico.

Lo aspettiamo sotto la consolle, ci salutiamo e presentiamo, troviamo un posto adatto per parlare e ci mettiamo comodi: sappiamo che fronte abbiamo più di vent’anni di esperienza ai piatti, un protagonista della scena della Motor City, un fenomeno del Djing (inspirato dal Gotha della scena della sua Città) dal background infinito nonchè il proprietario di una delle etichette più interessanti degli ultimi cinque anni, vero caposaldo di un certo filone musicale borderline tra house e techno che, ora, a distanza di tempo, vede moltissimi protagonisti (XDB, Leonid, l’italiano Ksoul giusto per citarne tre) esplodere in campo internazionale. Eppure non c’è imbarazzo, non percepiamo distanza tra noi e Patrice. Divano, domande e via, semplice e diretto. Poche domande -in fondo sono anche le 3 di notte!- ma Patrice è un fiume in piena, ride, argomenta come se si stesse parlando del più e del meno, come se già ci conoscessimo.

Ecco quindi, sinteticamente, cosa ci ha raccontato, dalla produzione al Djing, passando anche per una breve analisi socio economica della città di Detroit. Speciale, semplicemente.

• Ciao Patrice come stai?

Bene ero un po’ stanco prima di iniziare ma il Dude Club è stupendo, mi sono divertito molto.

• Hai spaccato complimenti.

Grazie devo dire che l’unico problema di questa sera è stato smettere, avrei potuto continuare tutta la notte.

• E’ bello sentirtelo dire. Ora raccontaci di te, quale è stato il tuo approccio alla musica da produttore, come hai iniziato e perché?

Non c’è mai stato un motivo preciso per cui ho iniziato a produrre musica: a Detroit c’erano producer “più grandi” come Mike Huchaby e Anthony Shakir, io ho semplicemente ricevuto lo stimolo dalla loro musica per iniziare a produrre la mia. È sempre stato un approccio molto spontaneo, e naturale.

• Tu hai mai studiato musica, suoni qualche strumento?

No, ho semplicemente comprato un modulo, di cui al momento non ricordo bene il nome (forse un Orbit, con quei classici suoni che contraddistinguono le mie produzioni) ed aiutato da altri ragazzi ho cominciato a produrre le prime cose. Era tutto analogico, imparavo guardando gli altri ragazzi che mi aiutavano e da li ho continuato.

• Fino a quando nel 2006 hai aperto la tua etichetta Sistrum?

Si dopo qualche anno che producevo mi sono reso conto che volevo che la mia musica non avesse compromessi: mandavo demo in giro le mie demo e, stufo di ricevere proposte su come far suonare meglio le cose, insieme ad un mio amico abbiamo trovato questo nome, Sistrum, che è un antico strumento a percussione Egiziano, e da li ho iniziato. È stata l’esigenza di non scendere a compromessi che mi ha portato a prendere questa decisione. Non sarà certamente la label più prolifica ma ieri sera ero a casa a riascoltare le tracce che ho prodotto in questi anni e sono ancora fiero di tutto quello che è stato prodotto dal 2006 ad adesso.

• Noi di Tsinoshi Bar nasciamo come programma Web Radio, tu vieni da una città dove un programma radio ha dato il via al movimento techno. Quanto sei stato influenzato dai programmi radio e, se ti capita, quali programmi ascolti adesso?

Devo ammettere che da parecchi anni non seguo più programmi radio, in passato quando avevo nove / dieci anni avevo degli amici a Chicago che ascoltavano spesso questo programma che passava i set dei migliori dj e io rimanevo impressionato dalla loro bravura.

• Raccontaci di più, facci qualche nome e quali sono le differenze tra i dj di allora e quelli di oggi?

Ne stavo parlando prorpio ieri con Dj Q: una volta si compravano sempre doppie copie di tutti i dischi e quelli bravi mixavano partendo dal break o da metà del disco per poi far ripartire dall’inizio la seconda piastra. Tutti avevano una conscenza estrema di cosa suonavano, ne conoscevano il minutaggio intero e ci giocavano. Ora si tende a far partire le tracce dall’inizio, “il gioco” con le due piastre non lo fa più nessuno.

• Da questa parte dell’ emisfero si sentono molte voci strane su Detroit raccontaci un po’ come vanno veramente le cose dalle tue parti. Cosa succede a Detroit?

Detroit come tutti sapete ha dovuto dichiarare fallimento: siamo passati da essere una città da due milioni di persone ad averne pià o meno 700 mila. Il vero problema è stata la mala gestione di chi aveva il potere. Non è cosi male come spesso vogliono dipingerla , come in tutti i posti ci sono zone di profondo degrado e zone invece dove trovi case da un milione di dollari; la crisi mondiale riguarda soprattutto la classe media, non vi spaventate si può ancora camminare per le vie di Detroit basta sapere dove andare.

• Ora cosa stai facendo, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho un nuovo progetto con chris mitchell, Modular One, che vedrà la luce con una prima traccia sul various artist di Sistrum che uscirà tra una settimana. Con Chris stiamo decidendo di aprire una nuova label dove fare uscire i nostri nuovi progetti, dato che per il 2014 su Sistrum ho tutte le uscite pronte. Entro il 2014 dovrei anche aver terminato il mio album e nei prossimi mesi ho parecchie date, per il resto, come sempre:”i’ll just try to stay busy”.

Sono quasi le quattro del mattino, siamo tutti stanchi, ma ci lasciamo andare a grandi sorrisi: è da conversazioni come questa, con Patrice Scott, che ti rendi conto di quanto semplice possa essere la musica. Just Try to stay Busy.

 


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