Living Room #3: Cosmic Garden, DJ Nature, Duke Hugh, Harvey Sutherland

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E mentre Le Iene indagano di un movimento fatto di bizzarri salotti e di false promesse economiche, dalle nostre parti si cerca rifugio nella musica, ritornando ad ascoltare qualche dischetto in quel Living Room digitale che tra de mesi a questa parte fa umilmente capolino nello sconfinato mondo del World Wide Web…

VV.AA. - The Sweetest Vol.2 [Bosconi Extra Virgin, 30.11.2025]

La nostrana Bosconi Extra Virgin rilascia un various artists di 6 tracce davvero ben assortito: il lato A si apre elegantemente e fila liscio liscio in direzione del dancefloor; il lato B richiama maggiormente la mia attenzione grazie alla deep sporca di Livio Improta - che torna in grande stile dopo un periodo di silenzio - e alla super romantica traccia degli Easy To Remember, prima alla chiusura slow-mo di Danny Dust.

Brian Harden - Chicago To Detroit (remixes Part 1) [D3 Elements, 11.11.2025]

Una bella traccia quella della leggenda di Chicago Brian Harden, che con questi tre remix acquista ancora più fascino. E non poteva essere altrimenti, visto che c’è di mezzo gente del calibro di Byron The Aquarius e Patrice Scott, senza ovviamente dimenticare il “Chicago Sur Seine” mix firmato dallo stesso Harden. Il mio preferito? Quello di Patrice Scott, suona e scivola via che è una meraviglia.

Cosmic Garden - Sole Mistico [Cosmic Rhythm, 14.11.2025]

Release numero due per la neonata etichetta italiana Cosmic Rhythm: Cosmic Garden si conferma una sicurezza presentandosi con un disco che non sembra assolutamente essere uscito nel 2016 e che mette a dura prova spazio e tempo. Si parte dalla Chicago di fine anni ’80 di “Nature Spirits” e si arriva alla Riviera dei primi anni ’90 della balearica “Sole Mistico”, passando per la cosmica “Feel The Vibe”.

Duke Hugh - Canvas [Rhythm Section International, 09.11.2025]

Debutto da urlo per Duke Hugh che firma sulla Rhythm Section di Bradley Zero un 2×12” fantastico all’ascolto. Il ragazzo olandese mescola tutte le sue influenze amalgamandole egregiamente: il risultato è un disco double-face in cui pezzi dal tiro più danzereccio convivono con melodie dreamy e chitarre malinconiche, queste ultime nelle splendide “Butterflies” e “2005”.

DJ Nature & Damon Lamar - Flip / One Last Thing [Shubaka, 24.11.2025]

Questo EP finalmente vede la luce dopo mesi e mesi di attesa: DJ Nature sfodera “Flip”, una magia a 112 bpm in linea con la sua propensione “slow” e condita con uno splendido sax che richiama un po’ all’orecchio quello di “1970”, traccia incredibile contenuta in “Return Of The Savage”. Giri il disco e il bpm scende ancora di più: il solco del lato B custodisce gelosamente il lavoro di Damon Lamar che si presenta con i 100 battiti per minuto della sua sensuale “One Last Thing”.

DJ Soch - Unknown [Black Angus Rough, 08.11.2025]

Black Angus Rough inaugura il proprio catalogo con l’EP di Marco Socci aka DJ Soch che non la tocca piano per niente! Difficile scegliere la versione migliore di “Unknown”, entrambe d’effetto seppur di impostazione differente: l’Original è di certo più “cazzuta” ma il fascino sciamanico della Tribaldub non scherza. In chiusura, ”The Street That Never Sleeps” è house music calda, gonfia e senza mezzi termini. A colpo sicuro.

Arnheim - Floras Of Autumn Street [Barbara Recordings, 09.12.2025]

Disco scoperto assolutamente per caso, lo ammetto, ma chi se ne frega: Stamp The Wax ha premierato il singolo “Which Of The Waltzes”, splendido B1 impreziosito dalla voce di Shama Joseph e lo ha definito “minimal soul”. Noi su questi schermi ci limitiamo a dire che l’influenza jazz è evidente in tutte le tracce dell’EP. Qualcosa poi balza all’orecchio ascoltando l’A2 “Our Lady Of Perpetual Dance”: un chiaro riferimento ad atmosfere moodymanniane.

Harvey Sutherland and Bermuda - Priestess / Bravado [Clarity Recordings, 04.11.2025]

Ci è voluto un po’ prima di ritrovare un EP firmato Harvey Sutherland, impegnato negli ultimi tempi con il suo ormai noto progetto live. Tra i vari commenti letti in giro per il web, mi sono fin da subito trovato in sintonia con coloro che hanno riconosciuto in questo lavoro di Sutherland tracce dei Metro Area, in un percorso che questo ragazzo si è forse inconsciamente caricato sul groppone e che, a quanto pare, non sembra pesargli più di tanto.

Guilhem Monin - Social Music EP [Social Joy, 30.11.2025]

Ennesima neonata etichetta, questa Social Joy, con il suo fondatore a darle il battesimo di fuoco. Il primo EP dell’etichetta inglese si apre con la title track che, in tutta sincerità, non mi convince per niente: non me ne voglia il “campionato” Pino D’Angiò, ma il suo disco è stato già ripreso più e più volte. Nulla di nuovo insomma. L’accenno disco lascia spazio al viaggio house intergalattico di “I Play To Stay A Believer”, che risolleva il morale del lato A. Viaggio house che prosegue in maniera più decisa in chiusura di lato B, dove “People” succede a “Vig” di chiara marca soulful.

BONUS: Feel Fly - Same Old Place Vol.1 [Too Romantic, 28.04.2026]

Anche stavolta il bonus viene dallo Stivale ed è firmato da Daniele Tomassini con il moniker Feel Fly, uno dei tanti progetti dietro i quali il ragazzo perugino nasconde la sua vera identità. “Same Old Place Vol.1” non è solo una cassetta C45 glitterata, è soprattutto un contenitore di stati d’animo: la mente rievoca immagini indefinite e sfocate che lasciano forse un po’ spaesati ma che improvvisamente assumono i contorni di paesaggi silenziosi, pianeti inesplorati, primordiali, malinconici. Otto tracce dalla forte carica emotiva, house con innesti cosmici e balearic per un viaggio che più deep non si può.