Sad Animals è il progetto solista di Aaron Saavedra, un giovanissimo ragazzo peruviano che dopo il successo dell’EP di debutto “Far” nel 2012 ha rilasciato il 28 gennaio scorso il suo secondo progetto, L’EP “A Friend” e sempre per la stessa etichetta, la Indian Gold Records.
La piccola netlabel, nata nell’ottobre del 2010 e creata dallo spagnolo Valentin Torres (ex membro del gruppo punk Maniqui Lazer), ha deciso da qualche anno di porsi il nobile obbiettivo di produrre le proprie uscite sia in digitale che in vecchie audiocassette a nastro magnetico, cercando di dare visibilità ai propri artisti in tutto il mondo attraverso mezzi alternativi e ormai estinti.
Ma passiamo al progetto: l’Ep di Aaron apre con il singolo Friend, una traccia ambient dalle note piacevoli che hanno poco o forse niente da invidiare allo stesso Synth utilizzzato dagli Atticus Ross in “Panoramic” piuttosto che da Roger Eno (da non confondere con Brian) in “Fleeting Smile”. Cosa che ritengo opinabilmente positiva data la sua giovanissima età.
Durante l’ascolto si ha la sensazione, con l’inclinazione giusta, di essere seduti da soli sopra un ponte di ferro completamente distrutto, cercando di immaginare come sopravvivere e osservando dietro i vetri rovinati dall’ossidazione termica della propria maschera, il Fall Out che annuncia l’inizio di un lungo inverno nucleare. La capacità innata del giovane artista di realizzare ambientazioni musicali infatti si percepisce subito e si amplifica con “Foster Kid” e “Lights pt II”, tracce che alternano suoni ambient a tecniche più sperimentali. che appartengono alla vecchia scuola Trip Hop, che ha dato luce a gente come i Crustation piuttosto che Flunk. La sensazione di abbandono, inverni nuclerari o meno, si muove costante per quasi tutta la durata del progetto; quasi a voler dare vita a quella cinica sensazione di libertà che si genera dopo la perdita di ogni bene materiale e spirituale.
A concludere le sei tracce (più i due remix, inseriti solo nella verione audiocassetta, di “Friend” e “Foster Kid” affidate rispettivamente a Liquid Frames e Grovekingsley) c’è “Too Young”, un’opera sempre di natura ambientale in grado di esaltare o forse rispolverare in questo caso, il non-ascolto dato da una non-composizione. Un’artista che per tutti gli amanti del genere avrà molto da offrire e che noi di Tsinoshi Bar abbiamo l’obbligo di tenere sotto osservazione, lasciandovi con la massima con la quale lui stesso si definisce:
“Sad Animal fa musica triste per le persone felici”
#enjoythebar
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